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Economia

Comitati No Gronda, arriva l’affondo: “Crescita felice? No, solo favole e nuove colate di cemento”

no gronda

Genova. Si torna a parlare di grandi opere, si torna a parlare di Gronda di Ponente e il dibattito non accenna a placarsi. A pochi giorni dal convegno “Felici di crescere”, i Comitati No Gronda tornano all’attacco contro le grandi opere.

“I cittadini nelle ultime settimane – scrivono – sono stati nuovamente investiti da una lunga serie di inesattezze sul tema della Gronda di Ponente ed in generale sulle grandi opere che dovrebbero gravitare sul nostro territorio. Ci riferiamo, ad esempio, all’evento recentemente organizzato dal Presidente della Regione, il quale ha raccolto intorno a sé i soliti potenti con i loro slogan favorevoli alla realizzazione della Gronda di Ponente, ma che, a fronte dell’assenza assoluta del supporto di dati oggettivi, è servito solamente a ribadire ancora una volta quanto siano distanti certi interessi da quelli dei semplici
cittadini”.

L’accusa principale è ancora una volta legata ai dati: secondo gli oppositori non esisterebbe uno studio indipendente che abbia finora chiaramente evidenziato i vantaggi della Gronda.

“Sono proprio coloro che oggi abusano della parola “progresso sostenibile” per giustificare grandi opere economicamente e socialmente insostenibili, a vacillare spesso in un’imbarazzante carenza di senso critico e di informazione, che li porta ad accettare, disdegnando qualsiasi contraddittorio, i dati così come vengono loro
forniti dagli stessi costruttori dell’opera”.

“Altra “cecità” – continuano – è la ciclica riproposta del declassamento della A10 (ignorando che, secondo la stessa Società Autostrade, il declassamento minerebbe l’utilità della Gronda)”.

Falso, secondo i Comitati, anche l’allarme sullo stato di salute del Ponte Morandi: “Ci viene raccontata la favoletta del suo imminente crollo. Ma nella Relazione Conclusiva del Dibattito Pubblico, presentata da Autostrade nel 2009, si legge che il Ponte “…potrebbe star su altri cento anni” a fronte di “…una manutenzione ordinaria con costi standard”.

“Ci chiediamo pertanto – concludono – quale credibilità possano ancora avere coloro che si schierano a favore delle grandi opere e si accingono a misurare in metri cubi di nuovi sversamenti di cemento la “crescita felice” di Genova, mentre la nostra città sta annaspando fra alluvioni e frane, convivendo con il rischio permanente di contare nuovi morti”.