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Cronaca

Biglietto integrato, l’ira di Wwf e Legambiente: “Genova più cara d’Italia. Giunta cieca e grave errore del M5S”

amt tariffe wwf

Genova. “Adesso ‘finalmente’ Genova può fregiarsi del titolo di campione delle tariffe del trasporto pubblico più care d’Italia”. E’ il commento a freddo, tra il sarcatisco e l’amaro, delle associazioni ambientaliste dopo il consiglio comunale fiume su piano industriale e dopo che la delibera di giunta sulle tariffe integrate è stata modificata con un emendamento M5S votato anche da parte della maggioranza.

Le associazioni puntano il dito contro gli aumenti della tariffa integrata in particolare quelli sugli abbonamenti “non dovuti al mantenimento della tariffa integrata ma agli annosi ed irrisolti problemi di bilancio di Amt e il fatto che la delibera faccia questo legame è un assurdo concettuale”.

“Per il veto della Giunta – scrivono WwF Liguria e Legambiente – nessun correttivo è stato posto per salvaguardare ed incentivare l’utenza fedele, ossia abbonamenti e titoli di viaggio fidelizzanti, che invece è l’obiettivo perseguito (giustamente) da tutte le aziende di trasporto ben gestite e di tutte le amministrazioni che hanno a cuore l’espansione del servizio di trasporto pubblico”.

“Evidentemente la cecità di Giunta, assessore e AMT – in un’ansia di fare cassa ‘costi quel che costi’ – impedisce anche solo di pensare a provare a mettere in campo strategie più intelligenti per recuperare introiti, magari ispirandosi semplicemente ad altre realtà italiane come quella di Milano, in cui da 10 anni non vengono toccate le tariffe degli abbonamenti, con un incremento non solo di abbonati ma anche di entrate.

Ma la giornata di ieri oltre agli aumenti ha visto l’approvazione di un emendamento che istituisce una tariffa solo bus di corsa semplice mantenendo così il biglietto a 1,50. “Oltre a minare le politiche di fidelizzazione perché riduce il vantaggio dei settimanali, si realizza così un grave passo verso la disintegrazione tariffaria, indebolendo uno strumento fondamentale per i cittadini”.

Un “grave errore da parte dei consiglieri del Movimento 5 Stelle e le tensioni causate all’interno del PD poco meno di una vittoria di Pirro”, sottolineano WWF e Legambiente.

Ma non solo. Il j’accuse arriva anche più lontano: “avremo aumenti in cambio di ulteriori tagli e riduzioni del servizio, lo scenario peggiore possibile.

“Anche se i tagli non sono scritti nero su bianco nella delibera degli aumenti tariffari – fanno notare gli ambientalisti – sono mascherati sotto la formula ‘riduzione dei costi di produzione per effetto della revisione della rete e del servizio’ e sono comunque scritti in modo chiaro nel Piano Industriale AMT”, congelato a seguito di forti proteste, “ma da cui non sono state ritirate le logiche sbagliate che lo sottendono”.

“La catastrofe del trasporto pubblico è solo rimandata di qualche mese – concludono wWF e Legambiente – Riesploderà con ancor più gravi conseguenze per la città, perché questa amministrazione non è in grado di mettere in campo strategie serie e coerenti per garantire un trasporto pubblico efficiente per la città: anzi, sta facendo esattamente il contrario di quello che si dovrebbe fare”.