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Cronaca

Amt, passo avanti verso l’accordo. Sciopero differito al 21 maggio

Genova. Un passo avanti verso l’accordo, nella lotta contro il tempo per salvare l’azienda di trasporto pubblico e i suoi lavoratori. La fumata Amt non è ancora bianca ma oggi segna una tacca importante nella trattativa tra azienda e sindacati che va avanti da una ventina di giorni.

“Abbiamo definito alcuni punti – ha spiegato a incontro terminato il presidente Amt, Livio Ravera – saranno una base importante per l’accordo definitivo”. Inoltre, oggi, ha partecipato anche il sindaco Marco Doria che ha espresso posizione sugli impegni richiesti dai sindacati la settimana scorsa. Alcuni saranno appannaggio di Tursi, altri andranno condivisi con la Regione. La trattativa, dunque, dopo gli strappi della settimana scorsa, prosegue, fermandosi solo per il primo maggio.

“Si continua già da giovedì – ha detto Ravera – ma se le basi saranno confermate potremmo arrivare velocemente all’intesa. In questo contesto difficile cerchiamo di non buttare via niente, rimandendo attaccati alle possibilità di salvezza che abbiamo”.

E sono ormai appurati i numeri del “sacrificio”: in tutto 8 milioni e 300 mila euro per il 2013 “frutto esclusivo dei sacrifici dei lavoratori di Amt – ha sottolineato il segretario della Faisa Cisal, Andrea Gatto – con trascinamenti nel 2014 che varranno 7 milioni”. E da cui deriva l’aut aut a Tursi. “I sacrifici sono fatti – ha ribadito Gatto – ma i lavoratori dovranno avere una prospettiva”. E la “prospettiva” dovranno darla sindaco e consiglio comunale attraverso tre punti fondamentali: la patrimonializzazione in grado di elevare capitale sociale e allontanare il rischio fallimento, la costituzione, “con o senza Regione”, dell’agenzia per scaricare l’Iva, e, soprattutto, una “riconsiderazione” della privatizzazione. “Se Amt sarà in equilibrio di bilancio, non si capisce perché privatizzarla, l’azienda di trasporto – ha ammonito il sindacalista – è un bene pubblico dei cittadini genovesi”.

Il tutto sul filo di lana. “E’ una corsa contro il tempo, speriamo di farcela – ha detto Gatto – Stiamo cercando di lavorare in un contesto difficile e urgente, con il rischio di perdere i contratti di solidarietà finanziati ma solo fino a un certo punto, e che, però, sono l’asse portante dell’accordo”.

“A fronte dei sacrifici chiediamo cose banali – ha ribadito Michele Monteforte della Filt Cgil – in primis un progetto sul trasporto pubblico. Da anni si cerca la soluzione al problema e abbiamo invece pagato con un taglio al servizio e ai diritti dei lavoratori”. Oltre alla ricapitalizzazione e all’agenzia regionale, la richiesta tocca soprattutto un punto nevralgico, la privatizzazione. Per non “ricadere negli errori della politica genovese, che arrivando a una scissione non ha dato niente in cambio. Vorremmo si andasse a un referendum chiaro e trasparente su quello che vuol fare l’amministrazione rispetto al futuro di Amt”, ha concluso Monteforte.

Contratti di solidarietà “mai fatti prima”, tagli ai premi di produzione, pasti mensa, le ore sindacali ridotte del 10%. “Ecco gli impegni dei lavoratori, tutti contributi per mettere in sicurezza il 2013”, ha sottolineato il segretario Uiltrasporti, Giuseppe Gulli. “I lavoratori rinunciano a parte di salario per mettere in sicurezza il 2013 per un totale di 8 milioni e 300mila euro. Mediamente vogliono dire dai 1400 ai 3500 euro per lavoratore, a secondo dei ruoli”. L’orario di lavoro invece “non è toccato, come deciso in assemblea”.

In attesa di riprendere la trattativa il 2 maggio, e vedere se l’intesa sarà firmata, lo sciopero previsto per il 7 maggio è stato differito al 21 maggio perché già presente una manifestazione.