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Cronaca

Amt, i lavoratori tornano in Aula Rossa: “Bisogna fare in fretta”

amt tursi consiglio comunale

Genova. “Congelato” il piano industriale Amt, che prevedeva i 431 esuberi shock, la trattativa sindacati- Tursi procede con qualche timido spiraglio. A una settimana di distanza dall’ultimo consiglio “incandescente”, dove non mancarono insulti alla volta dei banchi dell’Aula Rossa che costrinsero il sindaco a parlare direttamente con i dipendenti, anche oggi i lavoratori Amt, a decine, sono tornati a Tursi.

Stamani intanto si è svolta una riunione interlocutoria nella quale a quanto trapela il Comune avrebbe mostrato aperture su alcuni punti del piano alternativo dei lavoratori, riguardante patrimonializzazione, agenzia regionale unica del trasporto pubblico e investimenti attraverso crediti bancari. Ancora aperto il nodo della privatizzazione, sul quale il sindaco pare abbia chiesto tempo, così come hanno riferito i sindacati. Domani è previsto invece un nuovo incontro.

I sindacati hanno chiesto ciò che ripetono da tempo, la “merce di scambio” a fronte di “un grande sacrificio dei lavoratori”. Sostanzialmente la ricapitalizzazione dell’azienda, per scongiurare quello che porta Amt nel baratro: quei 7 milioni di capitale sociale che ogni 6 mesi costringono a rivedere gli accordi perché il costo dell’azienda, ogni mese è pari a 1 milione e mezzo e “ogni 4 mesi ti mangi il capitale sociale”, sottolinea Monteforte Michele, Filt Cgil. Poi c’è la privatizzazione, con la delibera di luglio che andava in questa direzione.

“A costo di un sacrificio abbiamo chiesto che l’azienda rimanga pubblica e con un minimo di progetto per andare avanti – spiega il sindacalista. Infine gli investimenti: “Vanno cercati progetti, anche con l’aiuto della comunità europea per rifare il parco mezzi”. Queste le cose a cui “dare gambe” e in fretta. A queste condizioni i sindacati sono disponibili “ad avviare un percorso che salvaguardi l’occupazione e i diritti dei lavoratori, tenuto conto che poi tutto dovrà essere approvato dal referendum dei lavoratori”.

In attesa di vedere cosa succederà oggi a Tursi, i lavoratori premono “per velocizzare l’accordo: il piano è congelato fino al 30, significa che gli esuberi o la disdetta degli accordi potrebbero arrivare il giorno dopo, questo lo dobbiamo scongiurare responsabilmente – conclude Monteforte – cercando soluzione per non buttare in strada 2500 famiglie”.