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Al Museo del Mare il raduno del club “Eugenio C.”

Murale galata

Genova. Non sono mancati i momenti di commozione tra chi sulla Eugenio C. ha passato la sua vita. Un’esperienza che ha lasciato il segno tanto da portare alla costituzione di un club dedicato agli equipaggi di questa nave che ogni anno si radunano per ricordare i fasti di chi andava per mare con l’orgoglio di lavorare sotto l’insegna gialloblu della Costa.

Oggi la riunione a Genova, al Galata Museo del mare, una occasione per ricordare la nave per eccellenza, il simbolo di un’ epoca che vedeva la crociera come un viaggio molto speciale.

“Per molti di noi era la nostra casa – ha detto Vittorio Anselmi, Hotel manager a bordo della Eugenio C. – e la crociera era vissuta in modo completamente diverso rispetto a oggi. Noi i passeggeri li chiamavamo per nome – continua -, studiavamo i nomi la notte per poterli ricordare quando incontravamo i
passeggeri”.

Tempi in cui le crociere erano solo per le elite. “Oggi la crociera è lla portata di chiunque e questo è un bene – ha detto Aldo Buongarzone, primo ufficiale a bordo della Eugenio C. – ma questo ha fatto perdere, nel tempo, i grandi crocieristi e le grandi corciere”.

Oggi le navi sono molto cambiate ma a vedere nelle immagini d’epoca le linee filanti della Eugenio C. si puo’ ben capire come, anche attraverso la marineria, il made in Italy abbia fatto scuola nel mondo. “Per noi e’ stata l’ammiraglia – ha spiegato Nicola Costa -, innovativa per la velocita’ e per il design. Le navi di oggi hanno perso le caratteristiche della nave, con la linea filante. Hanno interni bellissimi ma da fuori sembrano enormi parallelepidedi divisi in tante cabine”.

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