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Cronaca

“A Genova chiudono sempre le cose più belle”: l’ultimo affollato saluto ad Assolibro

Genova. Assolibro è un pezzo della storia culturale di questa città, e in particolare di “una zona che sta cambiando pelle”. Per usare le parole di Bruno Morchio, che nella libreria di via San Luca ha presentato il suo primo libro, quel Bacci Pagano, Genova oggi perde un (altro) pezzo della sua storia.

Da domani, infatti, Assolibro chiude definitivamente i battenti e, come succede per certe storie, lo fa senza lieto fine. I tre piani d’ora in poi resteranno vuoti, a segnare la mancanza che già impregna i muri. E che oggi sia una giornata triste, lo ripetono in tanti, tutti arrivati, oggi in via San Luca, per dare l’ultimo saluto a quella libreria un po’ “speciale” che chiude. Baci, abbracci e occhi lucidi tra i dipendenti della libreria e i tanti, tantissimi clienti affezionati.

La libreria nel suo ultimo giorno di vita è pienissima, gente di ogni età entra ed esce dalle porte senza vetri. Marco Rimondi, il “capo” , invece, preferisce non scendere, resta al piano di sopra a smantellare scaffali. Lui, con quella sua scorza un po’ burbera e la battuta sempre pronta, ha preferito percepire solo da lontano tutto il calore che è arrivato dai genovesi del centro storico alla sua libreria perché il cuore in un giorno come questo si fa stretto anche per i più duri. E oggi, del resto, è l’ultimo giorno, poi si chiude e c’è tanto da fare.

“Nessuno scandalo per carità – commenta Morchio – ma mantenere un presidio culturale, una libreria che proponeva libri come mediazione verso la conoscenza e non come puro oggetto di vendita, sarebbe stato importante”. Invece, oggi, “è una giornata triste per la città”.

Le istituzioni? “Fanno fatica a fare qualcosa contro la loro chiusura, aspettarsi un intervento era piuttosto irrealistico”, aggiunge ironico Morchio. “Qui ho presentato il mio primo libro e da allora con loro ho sempre avuto un rapporto assiduo. E’ la libreria dove vengo più volentieri, mi dispiace non poterci venire più”.

La solidarietà, comunque, è arrivata. I genovesi dicono che a Genova sono sempre le cose più belle a chiudere. “Se ne va un punto di riferimento per il centro storico”, spiega un cittadino. “Teniamo alta l’attenzione”, gli fa eco qualcun altro. “E’ una cosa terribile – scrolla la testa una signora – la cultura va protetta, io mi aspettavo che Doria desse una mano”.

Anche Facebook si è mobilitato per cercare un argine alla chiusura e poi, a giochi ormai fatti, per salutarla come si deve, con la sua gente tra i libri. “Non siamo riusciti a salvarla – spiega il Dottor Grigio che ha creato e curato la pagina facebook Quelli che vorrebbero salvare la libreria Assolibro di via San Luca – ma abbiamo cercato di riunire più gente possibile per salutare questo luogo di ritrovo importante per il tessuto sociale commerciale di tutta via San Luca e del centro storico.

“Speciale” sottolinea il Dottor Grigio. “Perché è la mia libreria, e perché è diversa da tutte le altre”. L’atmosfera tranquilla, i commessi gentili e competenti, “una specie di rifugio, cercare libri qui mi mancherà”.

Il degrado del centro storico e di via San Luca sono i convitati di pietra, con i vecchi negozi così come bar ristoranti che chiudono perché non raggiungono più gli incassi. “Ma una libreria che chiude è una mancanza per tutta la collettività e non può essere sostituita da un computer”, spiega ancora Dottor Grigio.

La Francia è un altro mondo, si sa, ma più vicino, per esempio nella Milano di Pisapia, alcuni passi sono stati fatti: “penso ai canoni agevolati per le librerie in apertura, il sostegno all’affitto per quelle esistenti. Le librerie non sono solo un negozio, come detto da qualcuno, ma qualcosa di più importante a livello culturale, e anche per questo, andrebbero salvaguardate e aiutate dalle autorità”.

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