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Zamparini accusa i giocatori del Palermo (“Pappemolli”) e richiama Sannino. Il tecnico: “Pronto a ricominciare” foto

Finale Ligure Giuseppe Sannino, Gian Piero Gasperini, Alberto Malesani e ancora Gian Piero Gasperini. A Maurizio Zamparini, presidente del Palermo, piace cambiare. Se lo chiamano “mangia-allenatori”, un motivo ci sarà. Dall’inizio della stagione a domenica il patron rosanero aveva già collezionato tre esoneri. Con quello di oggi, il secondo di Gasperini, si arriva a quota quattro.

Adesso tutte le strade portano al clamoroso ritorno di Giuseppe Sannino. Si attende solo l’ufficialità. L’ex del Siena, cacciato da Zamparini dopo la terza giornata di campionato, questo pomeriggio era a Finale Ligure. Ha affiancato l’amico e collega Pietro Buttu nell’allenamento della prima squadra locale. Tra il lavoro sul verde e la successiva lezione di teoria all’Hotel Florenz, il tecnico ha voluto commentare le voci che lo vorrebbero vicino al ritorno sulla panchina del Palermo.

“Al momento non ho avuto nessun contatto con il presidente anche se a livello mediatico si parla molto di questa possibilità. Sento parlare radio, tv e giornali ma personalmente, non avendo sentito nessuno, non posso dire nulla”.

Zamparini è pessimista. Già parla apertamente di retrocessione inevitabile. Il dito è puntato contro i giocatori definiti da lui stesso delle “pappemolli”. Ecco, a riguardo, il Sannino pensiero: “Credo che un presidente che ha speso e fatto tanto per Palermo si possa sentire scoraggiato e possa dire cose del genere. Tutti devono guardarsi dentro, me compreso, e dire cosa si è fatto e cosa non si è fatto”.

E ancora: “Se uno prende in mano la squadra ha l’obbligo di crederci fino in fondo. Ma al momento, ribadisco, sono altri che devono prendere provvedimenti e decidere cosa fare. Io sono fatalista, è già tutto scritto. Se devo ricominciare, ricomincerò”.