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Cronaca

Treni, disagi in vista: lunedì in Liguria sciopero di capo treno e macchinisti

nuovo treno regionale

Genova. In Liguria la Filt Cgil ha proclamato lo sciopero di 8 ore di capo treno e macchinisti del trasporto regionale dalle 9 alle 17 di lunedì 25 marzo.

I lavoratori protestano contro Trenitalia che, nel corso dell’ultimo anno, ha dimostrato di non riuscire a rispettare il contratto a causa dei malfunzionamenti del sistema di gestione dei turni del personale mobile.

“Tale sistema ha causato giornalmente soppressioni e disservizi, senza contare che non ha prodotto alcun risparmio sul costo del lavoro, anzi, ha peggiorato tutti gli indicatori di produttività del settore – spiega Laura Andrei, Filt Cgil – I ripetuti incontri territoriali e nazionali degli ultimi mesi non hanno permesso alcun avanzamento in quanto Trenitalia ha continuato sistematicamente a violare le norme recentemente concordate rispetto ai riposi settimanali, alle giornate di “disponibilità” nei turni, alle procedure di confronto previste, all’equilibrio nella distribuzione dei carichi di lavoro fra il personale”.

La Filt Cgil ha valutato inutile continuare il confronto, visto il ripetersi delle violazioni, scegliendo la strada dello sciopero regionale.

“La richiesta di sospendere il nuovo sistema di gestione dei turni individuali per tornare al vecchio turno collettivo non è mai stata accolta, mentre le forzature normative non venivano risolte – prosegue Andrei – Oggi la Società, a causa dell’inadeguatezza del sistema, non è nemmeno in grado di assegnare la produzione sul territorio nel rispetto delle risorse esistenti, quindi è costretta a ricorrere continuamente a trasferte e straordinari per sopperire a tali squilibri, generando pesanti disagi ai lavoratori e maggiori spese per l’azienda”.

In un momento di pesante crisi economica come l’attuale la Filt Cgil giudica irresponsabile il comportamento di Trenitalia che spreca in questo modo risorse del contratto di servizio che andrebbero indirizzate verso miglioramenti della qualità dei treni e politiche tariffarie di maggior favore verso le fasce più deboli.