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Spese pazze in Regione, altri cinque indagati. Di Lecce: “Ce ne saranno altri”

Regione. “E’ una piccola parte”. Così il procuratore della Repubblica Michele di Lecce ha commentato i nuovi avvisi di conclusione indagine recapitati a cinque consiglieri regionali nell’ambito dell’inchiesta sul presunto utilizzo di soldi pubblici per scopi privati.

Dopo un mese di “tregua”, torna oggi alla ribalta la vicenda delle spese pazze in Regione che a inizio anno aveva visto indagati gli ex consiglieri Idv, Maruska Piredda (unica rimasta nel partito di Di Pietro), Marylin Fusco, Nicolò Scialfa, poi dimessosi dalla carica di vicepresidente della Regione e Stefano Quaini, passato a Sel, oltre al tesoriere dell’Idv ligure. Messe da parte per il momento le mutandine, il cibo per gatti, i vini pregiati, si ritorna a parlare di pasticceria, terme e bigiotteria.

Secondo quanto dichiarato oggi dal procuratore Di Lecce, ai cinque consiglieri è contestato il reato di peculato secondo l’articolo 314 del codice penale. Gli scontrini sotto la lente della Procura sono quasi tutti relativi al 2010, più qualche spesa annoverata nel bilancio 2011. Al consigliere Franco Rocca (Pdl) sono contestate spese per pasticceria e ristorazione, ad Alessio Saso, sempre Pdl, le terme di Vinadio, al suo collega di partito Luigi Morgillo le Terme di Acqui. Ad Aldo Siri (Lista Biasotti) le spese per i panettoni, a Raffaella Della Bianca (ex Pdl passata poi al Gruppo Misto) la bigiotteria. Si va da poche centinaia di euro a casi per 2-3 mila euro.

La nuova tornata di avvisi di garanzia riguarda quindi il gruppo Pdl e la Lista Biasotti, per ora. Secondo quanto si è appreso, ai cinque consiglieri regionali sarebbe stato notificato dalla Guardia di Finanza un avviso a comparire “per interrogatorio a eventuale discolpa”, come si legge nel documento.

Probabile, però, che quella di oggi sia solo la punta dell’iceberg e che altri consiglieri di altrettanti gruppi finiscano nel mirino della Procura. “Si doveva cominciare da qualche parte – ha detto Di Lecce – questi sono solo i primi accertamenti”. Probabilmente facilitati dalle dichiarazioni rese alla stampa dagli stessi consiglieri nei mesi scorsi sull’onda dello scandalo mediatico. Ai cinque consiglieri potrebbe essere contestato altro, fa sapere la Procura, così come nuovi avvisi potrebbero arrivare ad altri colleghi di via Fieschi.

L’avvocato di Raffaella Della Bianca, Nicoletta Lisi, ha riferito che “ci sono elementi a favore della signora Della Bianca che porteremo all’attenzione dell’autorità giudiziaria”.

“Non ho ancora ricevuto alcun atto dalla procura di Genova – ha detto il vicepresidente del Consiglio regionale della Liguria Luigi Morgillo (Pdl) – Però ribadisco che non ho compiuto alcun soggiorno alle terme ma di aver infilato per sbaglio nell’elenco dei rimborsi la ricevuta dell’hotel Terme di Acqui Terme relativa alle spese compiute da mia moglie e mia figlia che mi accompagnarono in un viaggio di lavoro”.