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Sicurezza stradale, Piredda (Idv): “No agli esami di guida in autostrada”

autostrada (area servizio Sestri Levante)

Genova. “La decisione della Motorizzazione civile di Genova di rendere obbligatorio lo svolgimento di una prova pratica di guida per la patente in autostrada mette a serio rischio la sicurezza degli esaminati, degli istruttori e degli altri automobilisti. Pertanto riteniamo che sarebbe un atto di buon senso fare marcia indietro e rivedere la nuova disposizione, entrata in vigore di recente”.

Così Maruska Piredda, capogruppo di Italia dei Valori in Regione, che ha depositato un’interrogazione per conoscere “quali iniziative la giunta intenda intraprendere nei confronti del governo e degli enti interessati affinché prevalga la tutela della sicurezza nello svolgimento degli esami di prova pratica di guida”.

“L’interrogazione – spiega Piredda – nasce dalle istanze raccolte da parte di alcuni operatori delle autoscuole genovesi in merito all’introduzione della terza prova pratica che prevede un esame di guida in autostrada. Secondo quanto riferiscono gli istruttori e i titolari di scuola guida, la Motorizzazione civile di Genova avrebbe applicato in maniera forse troppo letterale la circolare .2190/08.03 del ministero delle Infrastrutture in cui si fissa il luogo e la durata della prova pratica per ottenere la patente di guida”.

Nel testo si legge che “la terza fase della prova pratica va condotta, se possibile – il carattere in grassetto è nel testo originale – su strade al di fuori del centro abitato, su superstrade ed autostrade o simili, nonché sui diversi tipi di strada urbana (zone residenziali, zone con limiti di velocità fissati a 30 e 50 km/h, strade urbane a grande scorrimento), rappresentativi delle diverse difficoltà che il futuro conducente dovrà affrontare”.

“Con ciò – spiega Piredda – è evidente che non sia sancita l’obbligatorietà della prova pratica in autostrada, che viene affidata a una valutazione discrezionale che tenga conto dello stato dei luoghi. Vorrei ricordare che il nodo di Genova è tra quelli più trafficati d’Italia, con una percentuale giornaliera molto elevata di presenza di mezzi pesanti diretti in porto. Inoltre, le strade del capoluogo ligure sono tra le più pericolose d’Italia, come emerge chiaramente dall’ultimo rapporto della Polizia Stradale che colloca Genova al quarto posto in Italia per numero di incidenti, di cui 98 mortali nel 2012. Vista questa situazione, lo svolgimento di una prova di guida pratica in tratte autostradali mette a serio repentaglio la sicurezza sia degli esaminandi sia degli esaminatori, che hanno di conseguenza proclamato lo stato di agitazione. Occorre considerare, infatti, che durante le lezioni di guida, l’istruttore può e deve avere un’azione preventiva, ma durante l’esame sono un’azione correttiva, agendo sui comandi per rimediare a un errore commesso dal conducente”.

“È evidente che, mentre nello svolgimento delle normali lezioni di guida, anche in autostrada, la situazione presenta rischi che possono essere contenuti dall’istruttore, durante la prova pratica di esame il pericolo aumenta in modo rilevate. Basti pensare che la velocità media nel tratto autostradale genovese si aggira intorno agli 80 km/h, rendendo estremamente difficoltosa un’azione correttiva in sicurezza da parte dell’istruttore. Infine, i candidati sono per lo più giovani, sottoposti alla tensione della prova, di cui non è facile prevedere le reazioni e il comportamento alla guida”.