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Rugby, serie B: inarrestabile Cus Genova, playoff sempre più vicini

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Genova. Il Cus Genova porta a termine la sua missione infliggendo alla formazione milanese Grande Milano Rugby una severa lezione di rugby che va al di là del punteggio ottenuto al termine di una estenuante battaglia sportiva. Come nella partita del girone d’andata a Milano il predominio territoriale della banda di coach Rocco Tedone è stato assoluto, tranne che per la seconda metà del primo tempo quando i biancorossi hanno fatto di tutto per complicarsi la vita collezionando tre cartellini gialli e regalare nei secondi di recupero l’unica meta agli avversari.

Ecco la cronaca di Roberto Cadeddu. La partita era stata preparata al meglio. In settimana tutti i ragazzi della rosa della prima squadra e dell’under 23 si sono impegnati negli allenamenti con una serietà e una dedizione degna dei migliori professionisti. Rocco Tedone propone lo schieramento migliore al momento, con Gian Luca Sandri estremo, Paolo Pescetto apertura e il recupero del sempre consistente Nicola Doria primo centro. In seconda linea rientra Filippo Dell’Anno dopo il turno di squalifica. La panchina fornisce ragazzi di pari valore, per non parlare di quelli che sono stati costretti ad andare in tribuna.

Al Carlini sembra di essere ripiombati in pieno gennaio, con vento, pioggia e freddo, ma il numeroso pubblico genovese è sempre caldo e non fa mai mancare il sostegno ai propri beniamini. In effetti c’erano più spettatori ad assistere alle prodezze del Cus Genova. Prima del fischio d’inizio viene osservato un doveroso minuto di silenzio e raccoglimento, in memoria del mitico e leggendario velocista Pietro Mennea, medaglia d’oro olimpica e primatista mondiale dei 200 m per ben 17 anni, uno sportivo ed un uomo che dovrebbe essere d’esempio a tutti.

Dopo le prime fasi di studio, intorno al 5′ Daniele Pallaro si ritrova con sorpresa il pallone fra le mani, su touche avversaria, a pochi passi dalla meta, ma viene fermato. All’11’, su una delle rarissime punizioni concesse a favore, Sandri porta in vantaggio il Cus. Non passano neanche 60” che Luigi Garaventa si fionda in meta, su assist di capitan Frncesco Cadeddu, al culmine di una splendida azione corale, che parte da un ovale recuperato dalla mischia e lavorato fino alla conclusione nel miglior modo possibile. Dopo qualche fase in terreno neutrale, per due volte Pietro Gregorio, mette i brividi ai suoi compagni e al pubblico, facendosi intercettare dei calci di liberazione nei cinque metri genovesi! Per fortuna il Grande Milano non ne approfitta, anche grazie all’ottimo lavoro dei reparti cussini.

Al 30′ c’è il giallo a Mario Espasa, ma nonostante l’inferiorità numerica la mischia genovese tiene testa. Quando il tempo di recupero volge all’epilogo i milanesi sfruttano un rimpallo favorevole e vanno in meta con Rossi, segue la trasformazione di Viganò. Si va al cambio di campo con i padroni di casa in vantaggio di un solo punto, 8-7, frutto di un sostanziale equilibrio. All’inizio della ripresa Tobias Ansaldi entra per Stefano Dapino. Al 3′ sale in cattedra Gianluca Sandri, come capitato sovente in campionato, con una prodigiosa progressione sulla destra dello schieramento d’attacco cussino, un doppio calcetto a seguire, si fa beffe dei difensori e deposita oltre la linea di meta, tra l’esultanza dei tifosi bianco rossi. Al 9′, col vento a favore, Viganò centra i pali sull’ennesimo c.p. decretato da Castagnoli a danno del Cus.

Rocco Tedone dà la solita iniezione di forze fresche dalla panchina inserendo prima Stefano Capaldo per Luigi Garaventa, quindi le programmate staffette tra Giacomo Datti e Matteo Agrone, tra Davide Manara e Andrea Gerli, tra Stefano Riccobono e Mario Espasa. E’ sempre la squadra, sponsorizzata Pharmazena e Banco di S.Giorgio, sospinta dal caloroso e rumoroso pubblico, ad avere il pallino del gioco e al 22′ è uno dei neo entrati, Datti, a catapultarsi in meta sospinto dal suo pack al termine di “carretto” eseguito a regola d’arte, come si legge a pagina 237 del manuale del rugby! Dopo aver riagguantato il breack sul 18-10 è la volta di Davide Bedocchi per Nicola Doria e di Francesco Imperiale per Giacomo Bertirotti, in campo per dare il loro apporto nei 15′ finali.

Passano solo 3′ e Pietro Gregorio si rende protagonista di uno dei suoi numeri da fenomeno, infilando un buco che lo porta dai 22 di difesa a quelli d’attacco, dopo un raggruppamento la palla viene aperta al largo sulla sinistra, dove arriva come un falco predatore Gianluca Sandri, che realizza la quarta meta di squadra per l’importantissimo punto di bonus. E’ tale l’eccitazione del momento che nessuno si ricorda di portare il sostegno a Paolo Pescetto per la trasformazione, che come le altre di Sandri non ha buon esito anche a causa del forte vento contrario. Alla ripresa del gioco il capitano del Cus Genova Francesco Cadeddu emula il suo omologo Capitano della Nazionale Sergio Parisse sgambettando un avversario, è giallo anche per lui.

Le fasi finali sono concitate solo perchè il Grande Milano tenta di conseguire almeno il punto di bonus per scarto inferiore ai 7 punti, ma la strenua resistenza dei ragazzi del presidente Stefano Bertirotti, nulla concede, anche se al culmine di un recupero infinito, viene cacciato col giallo anche Stefano Capaldo per entrata di spalla, ma il rientro di Cadeddu limita i danni. Massima gioia e soddisfazione tra i ragazzi, consci di aver compiuto il loro dovere, al culmine di una partita in cui hanno profuso tutto il loro sapere rugbistico, a fronte di una condizione ambientale ostile ai 30 protagonisti.

Risultato finale 23 a 10. Il fantastico pubblico ha tributato ai 22 meravigliosi protagonisti una fragorosa accoglienza quando, come ormai radicata tradizione si sono presentati ai piedi della tribuna. Altra nota di rilievo è il record di imbattibilità del fattore campo che accompagna la fascia di capitano di Francesco arrivato a quota 20 consecutive. Paolo Pescetto ha conseguito il primo chiodo della sua carriera da considerare un grande onore, meritato, da parte sua essere insignito del titolo di “uomo” anzi “ragazzino” più duro in campo. Dopo la sosta di domenica prossima, prenderà il via il rush finale.

Sei partite consecutive, senza più un attimo di respiro, ma Rocco Tedone e i suoi discepoli ci arriveranno dopo aver conseguito, in queste due ultime, fondamentali partite il massimo che si potesse ottenere (9 punti fatti, nessuno subito, ulteriore distacco dalle inseguitrici, cha danno valore doppio a quanto fatto.