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Economia

Protesta Anci, Nichi Vendola: “Patto di stabilità frutto dell’ottusità ideologica, ipoteca drammatica su imprese e lavoratori”

Ribellione al patto di stabilità, con l’invito da parte del presidente nazionale di Anci, Graziano Delrio, a sforare i vincoli imposti dalla norma. Così nel corso dell’incontro a Roma dove sono arrivati in pullman 80 amministratori liguri che hanno partecipato all’iniziativa promossa dall’Associazione dei Comuni.

“Sono fiducioso sulla possibilità che il consiglio dei ministri di oggi possa varare un decreto legge per lo sblocco del patto di stabilità per i Comuni – sottolinea Delrio – In questa fase servirebbe anche un aggiornamento del Dpef, che a mio giudizio si può fare in maniera molto tranquilla”. Sulla decisione di Bruxelles relativa ai pagamenti, “la battaglia mi sembra che sia stata vinta – dice il responsabile nazionale dell’Anci – grazie alla pressione delle imprese e dei sindacati. Liberare il patto di stabilità può significare un aumento dell’1% del Pil e allo stesso tempo guadagnare e salvare posti di lavoro”.

Alla manifestazione nella capitale anche Nichi Vendola, che ha usato parole trancianti: “Ci aspettiamo un atto di responsabilità da parte del governo. I vincoli del patto di stabilità sono un cappio al collo delle pubbliche amministrazioni, che hanno risorse chiuse in cassaforte per aprire i cantieri e dare lavoro. Liberare Comuni e Province da questa ipoteca drammatica significa aprire centinaia di migliaia di cantieri. Il grido di dolore dei sindaci e dei presidenti di Regione è comprensibile”.

“Abbiamo di fronte ogni giorno l’angoscia di aziende e persone che perdono il lavoro. Non è più consentito perdere tempo. Ci sono poche ore. Altrimenti tutti faremo azioni eclatanti per spingere la classe dirigente per fare i conti con la realtà – osserva il leader di Sel – Il patto di stabilità è frutto dell’ottusità ideologica. Da una parte c’è il bisogno urgente di riaprire i cantieri, dall’altra parte il governo deve dare una risposta sugli ammortizzatori sociali”.

La protesta a Roma ha visto la partecipazione di 83 amministratori liguri, dai seguenti Comuni: Andora, Sanremo, San Bartolomeo al mare, Varazze, Bergeggi, La Spezia, Camporosso, Campo LIgure, Campo Morone, Masone, Tiglieto, Laigueglia, Vezzi Portio, Orco Feglino, Lerici, Cipressa, Pontedassio, San Lorenzo al Mare, Diano Castello, Albenga, Ceriale, Vendone, Savona, Albisola Superiore, Albissola Marina, Stella S.G., Bargagli, Genova, Lumarzo, Rovegno, Serra Riccò, Borzonasca, Deiva MArina, Carasco, Moconesi, Orero, Rapallo, San Colombano, Chiavari, Sestri Levante, Zoagli, Castelnuovo Magra, Ortonovo e Lerici.