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Economia

Protesta Anci, da Masone a Serra Riccò, l’allarme dei piccoli: “Sbloccare i miliardi nelle casse dei Comuni”

Roma. Alla protesta Anci, che ha portato oggi a Roma, in pullman, 80 amministratori liguri, non potevano mancare i piccoli Comuni, strozzati dalle maglie del patto di stabilità.

“Non si poteva mancare – spiega Rosario Amico, assessore al Comune di Serra Riccò e vicepresidente Anci Liguria – questo patto di stabilità sta ammazzando l’operatività delle nostre amministrazioni e, soprattutto, sta incidendo sulla vita delle imprese che operano sul territorio. Bisognava dire basta ed essere compatti, oggi l’abbiamo dimostrato. Chiediamo a questo governo di emanare subito un decreto che consenta di pagare le imprese sbloccando i miliardi fermi nelle casse dei Comuni”.

Paolo Ottonello, sindaco di Masone, era a Milano il 21 novembre. Lì come altri “avevamo già chiesto di eliminare il patto al ministro Giarda che in quanto ad udito – si lascia scappare il primo cittadino – il Signore lo ha dotato adeguatamente”. Battute a parte, l’emergenza dei piccoli Comuni è talmente legata alla quotidianità che una nevicata in più all’anno può rappresentare la catastrofe. “Domenica è di nuovo nevicato – conferma Ottonello – per la quarta volta abbiamo fatto uscire i camion. Le cose sono due: o non fanno più nevicare o ci tolgono il patto di stabilità, questa è la declinazione metereologica del patto”. Masone ha meno di 4 mila abitanti, è arrampicata sui monti della Liguria “quella povera senza mare, fiori o casinò – conclude – e dove i cittadini aspettano dal sindaco risposte immediate. Fin’ora le hanno chieste gentilmente, domani vedremo”.

A Roma c’è anche il sindaco di Rovegno, Alessio Bianchi, un Comune che date le sue dimensioni non è chiamato a rispondere al patto di stabilità. “Ma era nostro dovere venire – sottolinea Bianchi – il patto non consente agli enti locali di risolvere i problemi veri che ogni giorno ci troviamo ad affrontare, e anche noi, nel prossimo futuro, potremmo rientrarci”.