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Cronaca

Per l’editoria ligure un 2012 nerissimo, il sindacato: “Dalla carta al web, giornalismo a metà del guado. Più tutela per collaboratori e autonomi”

Genova. Dal naufragio della Costa concordia, all’attentato al manager di Ansaldo Adinolfi, dalle inchieste che hanno interessato la politica alle proteste di Ilva e Fincantieri. Un altro anno intenso di informazione, raccolto come ogni anno nel volume “Cronaca di un anno di cronaca”, è stato presentato questa mattina dal Gruppo cronisti liguri alle istituzioni e ai cittadini. La pubblicazione del volume, che arriva quest’anno alla 36esima edizione, è stata anche l’occasione per parlare della crisi che sta colpendo duramente il settore nella nostra regione.

“Il 2012 è stato un anno terribile per l’editoria e purtroppo il 2013 si conferma in questo senso” spiega Alessandra Costante, segretario del Fnsi ligure. “Il giornalismo sta cambiando pelle. Siamo a metà del guado, da un lato c’è il vecchio giornalismo, fatto di quotidiani e di periodici di carta stampata, dall’altra parte c’è il giornalismo nuovo che è quello online. Purtroppo le aziende si sono trovate ad affrontare questo passaggio, anche se preparate da molto tempo perché di giornalismo online e webtv si sta parlando da anni, col fiato cortissimo, anche perché c’è una sostanziale differenza tra costo della pubblicità tra l’online e il cartaceo. L’online costa molto meno e ancora non si riesce a far vivere bene le aziende con la pubblicità online”.

E’ un momento di riorganizzazione per le aziende editoriali che producono quotidiani e periodici e gestirla non è semplice anche perché si perdono per strada molti posti di lavoro.

“Poi c’è tutta la parte delle aziende editoriali e televisive e qui la situazione è ancora peggiore perché i contratti sono più deboli e i colleghi sono meno garantiti. La sfida del sindacato è quella di cercare di portare a termine questo cambiamento che si sente in ogni settore dell’editoria senza perdere per strada nessuno, anche se non è semplice.

“Siamo alla vigilia del rinnovo contrattuale, e sarà un rinnovo difficilissimo perché ovviamente non ci sono soldi, però è comunque un rinnovo contrattuale da fare per potenziare e dare garanzie ad alcune figure che altrimenti non ne avrebbero. C’è tutta la parte dei contratti degli autonomi e dei collaboratori che nel giornalismo devono trovare una loro dignità di essere all’interno delle aziende.

“Per le televisioni private c’è un problema in più che è quello della cassa integrazione in deroga, dove i i finanziamenti sono limitati e molti colleghi anche in liguria potrebbero trovarsi da un giorno all’altro senza il supporto degli ammortizzatori” spiega Costante.

Secondo gli ultimi dati forniti dal sindacato al Secolo XIX sono in corso 17 prepensionamenti con la legge 416, oltre a 5 precedenti dimissioni extra stato di crisi. A Radio 19 5 licenziamenti e non rinnovo dei tempi determinati. Al Corriere mercantile 6 prepensionamenti. Segnali di difficoltà arrivano anche dagli altri quotidiani, dalla stampa al Giornale a Repubblica. Grave anche la situazione del tv locali, contratti di solidarietà a Promocanale, cassa in deroga per tutti i dipendenti a Talecity e cassa con istanza fallimentare davanti al tribunale per Telegenova.  Cassa in deroga anche per i giornalisti di radio Babboleo news. E, acconto ai dati ufficiali delle aziende di maggiori dimensioni c’è poi tutta una zona grigia di piccole realtà che nascono e muoiono magari nel giro di qualche mese, che spesso fanno lavorare giorni senza contratti e senza tutele.