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Economia

Mobilità per 27 dipendenti della Fiera di Genova, Pdl: “Inaccettabile che a pagare siano i lavoratori”

fiera di genova

Genova. Gli esponenti del Pdl, più precisamente il consigliere regionale Matteo Rosso ed il Vice Presidente del Consiglio Comunale di Genova Stefano Balleari, appresa della notizia da parte del Comune di Genova di attivare le procedure per la messa in mobilità di 27 lavoratori dell’Ente Fiera, fanno sapere di aver scritto ai Presidenti della Commissioni competenti sia della Regione che del Comune per affrontare la questione con urgenza.

“Chiediamo che vengano auditi i vertici dell’azienda, le rappresentanze sindacali ed i soci – dichiarano i due consiglieri del Pdl – E’ impensabile che, a fronte di tutti i disastri finanziari che hanno portato l’Ente Fiera di Genova al dissesto economico che sta vivendo oggi, a farne le spese debbano essere i lavoratori”.

Rosso e Balleari continuano: “vogliamo ricordare, anche se questa non è certo una consolazione, che già in passato avevamo politicamente denunciato le scelte sbagliate che venivano portate avanti dal management della Fiera, ed approvate dai soci Comune e Regione, a partire dai 46 milioni di euro spesi per la realizzazione del Padiglione blu e dalle migliaia di euro che tutti gli anni venivano sborsati per consulenze e progetti dei più vari e disparati”.

“Non è corretto liquidare il tutto con un breve comunicato stampa. Qui in gioco c’è il futuro di 27 persone e delle loro famiglie, in un contesto tra l’altro di crisi economica pesantissima che rende complesso attivare altri percorsi lavorativi per queste persone. Le deboli rassicurazioni, tra l’altro sbrigative, dell’amministrazione comunale, non ci bastano. Vogliamo che sia delineato un percorso certo e definito e che venga individuata una soluzione concreta a favore di questi lavoratori che non meritano di essere abbandonati. Il nostro intento è di andare a fondo della questione e capire quale tipo di impegno i soci prenderanno per salvaguardare i dipendenti della Fiera di Genova, a partire dalla risoluzione della condizione lavorativa di queste 27 persone”, concludono Rosso e Balleari.