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Messaggio a Burlando da parlamentari liguri M5S: “Grandi opere non portano lavoro né crescita”

Savona. Decrescita felice o meno, “Continuare a indirizzare i capitali in grandi opere, utili solamente a chi le realizza, non porta lavoro e crescita”. A dirlo oggi sono i neoparlamentari liguri a 5 Stelle, Matteo Mantero, Sergio Battelli e Simone Valente che non parteciperanno all’incontro organizzato dal governatore regionale per sabato prossimo, perché impegnati “in una visita ufficiale pressi i cantieri per il Tav in Val di Susa” e che anzi dicono di guardare “con terrore agli investimenti che auspica Burlando”.

Il ragionamento “No Tav” è declinabile anche al territorio ligure, secondo i deputati del movimento di Grillo, che si rivolgono direttamente a Burlando: “Continuare a indirizzare i capitali in grandi opere, utili solamente a chi le realizza, non porta lavoro e crescita, lo dimostra la crisi che stiamo passando, crisi di sistema: porta solo il degrado del territorio, inquinamento e pesantissimi costi indiretti sulla comunità soprattutto per quel che riguarda la salute”.

“I fondi – proseguono – devono essere utilizzati per rilanciare le piccole attività locali, l’agricoltura, le piccole imprese artigiane, il turismo, ma non solo quello mordi e fuggi. Dovrebbero essere investiti per recuperare il nostro entroterra, per la pulizia dei boschi e dei fiumi, per la messa in sicurezza delle zone a rischio di smottamento, che oltre a portare nuova occupazione ci farebbero risparmiare i molti milioni di euro che invece spendiamo nelle emergenze. Non regalati a grandi società che da un momento all’altro potranno decidere di chiudere o trasferire la produzione all’estero lasciando in eredità solo territori distrutti e lavoratori abbandonati che si troveranno loro malgrado a gravare sull’intera comunità”.

Sempre indirizzato al presidente della giunta regionale, da Mantero, Battelli e Valente un messaggio secco: “Gli investimenti che auspica noi li vediamo con terrore. Non è più accettabile agire irresponsabilmente come avete fatto fino ad oggi, dando di fatto carta bianca ad aziende ed industriali con la scusa del ricatto occupazionale, pochi posti di lavoro (a fronte di molti altri persi), barattati con la salute e lo stupro delle nostre risorse. Ci riferiamo ad esempio alla piattaforma di Vado Ligure, un inutile regalo alla Maersk o alla concessione, praticamente incondizionata, dell’ampliamento della centrale Tirreno Power sempre a Vado Ligure che oltre a gravare sulla società per centinaia di milioni di euro annui di costi indiretti, è di fatto la condanna ad una morte prematura per decine di cittadini ogni anno. Chi si è preso la responsabilità di questa decisione dovrà risponderne in prima persona”.

Se il governatore Burlando ha bocciato la “decrescita felice”, filosofia che informa anche il M5S, gli stessi parlamentari del movimento rintuzzano: “Ci permettiamo di riportare una riflessione, ripresa da Facebook, di Domenico Finiguerra, ex sindaco, ex esponente del Pd, tra i fautori dello stop al consumo del territorio. ‘Una possibile ricetta per la disoccupazione? Nuovi posti di lavoro? Cura del dissesto idrogeologico e piano nazionale di piccole opere (dai marciapiedi alle fognature, dal recupero dei centri storici alla messa in sicurezza di tutte le scuole) sbloccando il patto di stabilità e dirottando le risorse dalle grandi opere verso opere di buon senso; efficienza energetica degli edifici; tutela del paesaggio, dell’ambiente e della bellezza per farne attrazione turistica (l’Italia ha la metà degli addetti nel settore turismo della Gran Bretagna); una nuova riforma agraria (dalla monocoltura intensiva ai piccoli produttori locali); nuovo modello di gestione dei rifiuti (strategia rifiuti zero). Si potrebbe partire domani mattina’”.

Niente partecipazione al convegno “Felici di crescere – Lavoro, imprese, istituzioni: insieme per uno sviluppo sostenibile” per i tre deputati, che tuttavia auspicano “una proficua collaborazione per il futuro”.