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L’UE lancia la “crescita blu” per le aree costiere: Liguria-laboratorio sul mare, realtà unica in Europa

area marina protetta di Portofino

Liguria. L’Europa, con il progetto Maremed, punta alla “crescita blu” nelle regioni costiere del Mediterraneo con una nuova fase 2013-2020 della politica marittima integrata. Programma e politiche che richiedono forti risorse finanziarie per le regioni e gli operatori delle diverse aree costiere che dovranno attuare politiche comuni per l’ambiente, le acque, il dissesto idrogeologico, la salvaguardia dei territori, la pesca.

Con una novità : il “caso Liguria”, illustrato nel pomeriggio di ieri a Bruxelles dall’assessore all’Urbanistica e Pianificazione Territoriale Gabriele Cascino al forum della Conferenza delle Regioni marittime europee e ripreso , in mattinata, a Genova, a margine della riunione della giunta Burlando.

A Bruxelles è stata sottoscritta la Carta di Bologna 2012 che definisce la strategie comuni delle regioni costiere e mette insieme le esperienze comuni e dati del territorio dai cambi climatici e la riduzione del rischio inondazioni e dell’erosione marina.

Che in fatto di “waterfront” la Liguria rappresenti un caso unico, “una sorta di laboratorio di cui l’Unione Europea deve tener conto, non ci sono dubbi”, afferma Cascino che snocciola i numeri più significativi: trecentocinquanta chilometri di costa, con solo il 5% di territorio pianeggiante e il restante 95% per cento rappresentato da montagne e colline che arrivano sul mare. “Nonostante questo, l’80% della popolazione della Liguria vive sulla costa ,dove ci sono anche tre porti molto importanti come La Spezia, Savona e Genova ( solo quest’ultimo movimenta il 50% delle merci in arrivo in Italia) che hanno bisogno di adeguate infrastrutture, Terzo Valico in primis, e una rete autostradale da adeguare, che attualmente si snoda con il 15 per cento delle gallerie presenti in tutta Europa”

E ancora: la Liguria della cantieristica di altissimo livello, dai piccoli yacht alle navi da crociera, gli stabilimenti balneari ingiustamente compresi nella Direttiva Bolkestein, i parchi e le aree protette, Portofino e le Cinque Terre.

“Sfidiamo l’Europa a trovare un altro lembo di terra che abbia una simile realtà legata al mare come la Liguria, per questo siamo un laboratorio politico, tecnico e programmatico, a Bruxelles dovranno tenerne conto”.