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Cronaca

Genova, edili in corteo: “Settore martoriato. Fondamentali Gronda e Terzo Valico, ma non bastano”

Genova. Agg.h.12.45. Conclusa la manifestazione in piazza degli edili.

Agg.h.11.20. Gli edili, dopo essersi mossi in corteo fino a Portello, ora sono tornati in piazza De Ferrari, dove prosegue il presidio.

 

Più di 7 mila posti di lavoro persi in 3 anni. Questo è il tragico bilancio del settore dell’edilizia in Liguria. Ancora una volta a lanciare l’allarme sono i lavoratori, scesi numerosi in piazza De Ferrari per chiedere risposte. Il presidio ora è diventato un lungo corteo che marcia per le vie della città.

“E’ da settembre che rincorriamo le istituzioni con un documento e chiedendo tavoli di lavoro, ma mancano le risposte – dichiara Salvatore Teresi, segretario regionale Filca Cisl – Per rilanciare il settore edile servono politiche vere, come sono chiare e vere le nostre proposte, che riguardano le infrastrutture e le opere di interesse pubblico, per consentire la ripresa del lavoro. Per fare questo bisogna anche investire sulla salvaguardia del territorio e sul risparmio energetico, che possono muovere una grande economia, ma ci vuole la volontà politica”.

C’è chi dice che le grandi opere non porteranno lavoro a Genova. “L’edilizia avrà forse minori risultati rispetto ad altri settori, ma sono opere importanti per l’intera economia del lavoro, altrimenti i giovani rischiano di dover andare via dalla Regione – prosegue – Servono risposte vere, perché anche l’industria sparisce e il porto rischia di morire. Di che futuro vogliamo parlare?”.

Quindi sì al Terzo Valico e alla Gronda. “Il confronto è la maniera giusta per far capire quanto queste opere siano fondamentali”, conclude Teresi. In un primo momento sembrava che i lavoratori avessero deciso di rimanere in presidio davanti alla Regione in attesa della convocazione di un incontro, ma invece ora si stanno muovendo in corteo.

“Sono stati persi più di 7 mila posti di lavoro e noi oggi siamo qui per lanciare l’ennesimo grido d’allarme, visto che c’è anche il problema degli ammortizzatori sociali – dichiara Silvano Chiantia, Fillea Cgil – Chiediamo alla Regione che si attivino immediatamente dei tavoli per dare risposte. Burlando ha aperto per quanto riguarda le grandi opere, ma non ci basta. Noi vogliamo lavorare sulla messa in sicurezza del nostro territorio, che potrebbe dare migliaia di posti di lavoro”.

Gli edili, quindi, chiedono lavoro immediato. “Sulle grandi opere speriamo che prima o poi si trovi un accordo, ma intanto attiviamoci per far partire le piccole e medie opere”, conclude Chiantia.

I numeri della crisi sono evidenti e l’emoraggia continua. “Il settore dell’edilizia dovrebbe tirare di più di altri perché dovrebbero esserci investimenti, come hanno fatto tutte le altre nazioni nella nostra situazione – dichiara Fabrizio Tassara, Feneal Uil – Bisogna investire sulle infrastrutture, sul recupero dei centri urbani e del territorio, altrimenti da questa crisi non usciremo”.

Una forte protesta quella di oggi, che vede in piazza centinaia di lavoratori che hanno un solo obiettivo: ottenere risposte sul loro futuro.