Quantcast

Genova, Andrea Scanzi con Gaber al Duse

gaber andrea scanzi

Genova. È confermato per martedì 26 marzo al Teatro Duse (ore 20,30) il debutto di Gaber se fosse Gaber di Gaber-Luporini, che sarà replicato solo mercoledì 27 marzo.

Prodotto dalla Fondazione Gaber, Gaber se fosse Gaber è interpretato da Andrea Scanzi, giornalista del Fatto Quotidiano e scrittore: “La formula è quella dell’incontro-spettacolo nell’alternanza di miei ricordi legati a Giorgio Gaber con immagini e filmati anche inediti. Cerco di raccontare in 90 minuti quello che è stato Gaber, focalizzando l’attenzione sulla sua figura scenica, sulla sua dimensione pubblica e privata, dagli anni Sessanta in poi. In particolare il Gaber vero, quello del Teatro Canzone, che vidi da ragazzo e che suscitò in me il desiderio di accostarsi alla realtà come faceva lui: inseguire il dubbio e non la certezza, mettere in discussione tutto, provocare il dibattito”.

Gaber se fosse Gaber Gaber è una rappresentazione teatrale che ha l’andamento di una lezione, capace di emozionare chi Gaber lo ha conosciuto e amato; ma anche di coinvolgere quel pubblico giovane che per questioni anagrafiche Giorgio Gaber (scomparso esattamente dieci anni fa) non ha potuto conoscere. Dalla vasta produzione dell’artista, Andrea Scanzi ha scelto di soffermarsi soprattutto sulla stagione del Teatro Canzone che ha caratterizzato gli ultimi tre decenni della carriera di Gaber, quando in collaborazione con Sandro Luporini egli cominciò a girare per i teatri d’Italia con l’intento di “buttare lì qualcosa”. Interrogativi più che risposte. Suggestioni insieme esistenziali e ideologiche, sempre accompagnate dalla musica dal vivo, da una sua forte presenza scenica e da una originale capacità di comunicare insieme con la voce e con la mimica. Canzoni alternate a monologhi caratterizzati dalla lucidità profetica e dal gusto anarcoide per la provocazione. È stato questo il periodo di tanti celebri spettacoli: da Il Signor G. a Io se fossi Gaber, da Il Teatro Canzone a Un’idiozia conquistata a fatica. Una stagione punteggiata da canzoni memorabili (basti citare Quando è moda è moda, Qualcuno era comunista o Io se fossi Dio) che, anticipando i tempi, fanno ancora oggi di Gaber un attualissimo punto di riferimento per personaggi della politica, dello spettacolo, della cultura, del nostro sociale quotidiano. Un teatro, quello di Gaber, caratterizzato dalla continua e problematica invenzione del nuovo, che ora Andrea Scanzi ripercorre e racconta.