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Economia

“Felici di Crescere”, Burlando: “Investimenti in ferrovie, nodo, valico. Se qualcuno si mette contro la città reagisce”

claudio burlando

Genova. “Gli uomini passano per forza, hanno un senso se fanno cose che rimangono, imprese e lavoro sono fra queste”. La conclusione di “Felici di Crescere” spetta, neanche a dirlo al suo artefice, il governatore Claudio Burlando. Visibilmente soddisfatto, Burlando ha ripetuto che questa giornata “non ha reconditi scopi politici come ho letto, volevamo semplicemente dire al Paese che se non facciamo qualcosa muore”. Quel “tornare a occuparsi delle cose” che ha caratterizzato tutto l’intervento conclusivo. “Ci siamo riusciti – ha detto Burlando – oggi c’è una maggioranza che non è più silenziosa. Non molleremo l’osso, ci proveremo”.

E le cose, nella visione del governatore sono una decina: un paio le deve fare il governo, come l’azione sulle maglie del patto di stabilità e il pagamento dei debiti alle imprese. Il resto “toccano a noi, ma sono già decise e stabilite e i protagonisti sono qui oggi”, ha sottolineato rivolgendosi alla platea.

Primo il riferimento al Terzo Valico, nel giorno della manifestazione No Tav in Val Susa. “Possiamo fare un investimento in ferrovie mai visto – ha spiegato – e poi ora per il valico c’è 1,5 miliardo di euro, non ci sono più scuse, da domani possiamo cominciare. Se qualcuno prova a mettersi contro, questa città reagisce l’ho capito dall’intervento del console Benvenuto”. Messaggio: bisogna mettersi insieme. E proposito di Sestri, la visione è a 360 gradi “non è escluso che diventi un polo di ingegneria, così quel cantiere non lo molli più. Bono mi ha detto che gli ho fatto male in qualche occasione, ma io l’ho fatto a fin di bene, Genova il cantiere di Sestri non può perderlo, è la nostra storia da un secolo”.

Ci sono i porti, che hanno deciso di crescere tutti e tre. “Lo so, c’è preoccupazione, ma se mettiamo insieme tutto e spostiamo in su la linea europea, diventiamo più forti”. Poi il turismo, la ricerca, il tessuto industriale, otto cose più Finmeccanica. “Ieri mi ha chiamato Pansa, oggi aveva il funerale di Manganelli ma si è preso l’impegno di organizzare qui un evento ad hoc ad aprile”.

“Vendere i pezzi buoni non è una buona idea – ha concluso Burlando riferendosi alla vicenda della cessione di Ansaldo – non voglio dare facili illusioni, ma l’approccio è diverso. Più la testa e lontana più il corpo soffre, lo abbiamo visto con Lactalis, con l’ex Asi Ansaldo, con la vicenda di Bari. Di chi è l’azienda fa la differenza eccome”.