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Economia

Ex Ansaldo Asi, raggiunto l’accordo tra Nidec e organizzazioni sindacali

ansaldo asi manifestazione

Genova. Dopo una “due giorni” di intenso lavoro, è stato raggiunto nella serata di ieri, a Vicenza, l’accordo tra Nidec ASI (ex Ansaldo Sistemi Industriali) con le organizzazioni sindacali e le RSU circa il piano industriale presentato dall’azienda per far fronte alla perdurante crisi, generale e del settore.

L’intesa raggiunta, che sarà soggetta a valutazione delle Assemblee dei dipendenti dei singoli siti, prevede che Nidec ASI faccia richiesta al Ministero competente della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) per “evento improvviso ed imprevisto” relativamente a: 130 lavoratori considerati esuberi strutturali, una parte dei quali usufruiranno dell’accompagnamento alla pensione; Un massimo di 390 unità a rotazione, per un periodo fino a 12 mesi a decorrere dal 15 aprile 2013, con una contrazione dell’orario di lavoro complessivo non superiore al 30%.

I criteri per l’individuazione del personale da porre in CIGS saranno di carattere tecnico-organizzativo ed interesseranno i lavoratori adibiti a posizioni professionali per cui è stata registrata una cessazione o riduzione di attività e quelli assegnati a incarichi professionali di supporto al business e di staff.

Esclusivamente per lo stabilimento di Monfalcone, l’accordo prevede inoltre il ricorso al Contratto di Solidarietà con una riduzione di orario fino ad un massimo del 50% che, dal 15 aprile 2013 fino al 14 aprile 2014, interesserà i lavoratori (di produzione) e non riguarderà coloro già coinvolti nella CIGS.

“Quelle occupazionali non sono le uniche misure adottate per la rimessa in sicurezza dell’azienda a fronte di una congiuntura che non prevede, se non altro nel nostro comparto, inversioni di tendenza significative fino almeno alla fine del 2015”, commenta l’AD di Nidec ASI, Claudio Andrea Gemme.

“Il piano di ristrutturazione include un più articolato e complesso insieme di strumenti industriali, commerciali, organizzativi e gestionali finalizzati a superare la crisi, ma anche a trovare un assetto organizzativo e di costi che ci permetta di essere competitivi e poterci rivolgere al mercato, quando ripartirà, con margini e profitti sostenibili”.