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Dal lupo ai parchi marini: quando la biodiversità è ricchezza di Liguria

villa bombrini

Genova. Affollato convegno oggi a Villa Bombrini, dove Regione Liguria, Arpal e Sistema dei Parchi hanno organizzato “Biodiversità ricchezza di Liguria”, un incontro che ha visto oltre 150 persone, 22 Centri di Educazione Ambientale, piccoli produttori locali e tecnici dell’ambiente. Una giornata di confronto realizzata a chiusura del triennale progetto Corem, che si è trasformata nell’occasione per fare il punto della situazione in Liguria. E la prima sorpresa – che tanto sorpresa per gli addetti ai lavori non è – riguarda la rilevanza della biodiversità: non si limita alla protezione di questo animaletto o di quel fiorellino.

“Tutelare la biodiversità permette di diminuire il rischio nel nostro territorio – ha detto aprendo i lavori della mattinata Renata Briano, l’Assessore regionale all’ambiente – e si trasforma così in un’azione di prevenzione nell’ambito della protezione civile. L’abbandono del territorio è una delle cause della sua fragilità, e la biodiversità permette di generare economie locali di qualità”.

La giornata è passata veloce fra i vari relatori, provenienti da Ispra (l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), Regione, Arpal, Parchi e Università: dalla nuova filosofia europea, che punta alla valorizzazione della biodiversità come motore di sviluppo locale e sostenibile, alle procedure di monitoraggio di habitat e specie, dal lupo al vertice della catena alimentare, vero e proprio manutentore del territorio capace di tenere sotto controllo le popolazioni selvatiche come gli ungulati, alle aree marine protette. La Liguria è la regione italiana con il maggior numero di posti barca, potenzialmente 120.000 visitatori al giorno: una gestione coordinata permette di arrivare a un meccanismo previsionale per distribuire in maniera ottimale fra i nostri diversi piccoli gioielli tutta questa massa di turisti.

Parchi liguri protagonisti della giornata: “Sono enti preziosi che risolvono diverse problematiche locali e farò tutto quel che è in mio potere per valorizzarli” ha provato a tranquillizzare ancora la Briano, sollecitata sul provvedimento di unificazione adottato da Regione in nome della spending review.
E altri colleghi della Regione hanno insistito sottolineando l’importanza della biodiversità all’interno sia di un “piano turismo”, non per distribuire risorse, ma per fare ricchezza rinnovabile, sia dell’agricoltura, con gli operatori sul territorio prime sentinelle e fonti di informazione. Da qui l’importanza di un osservatorio coordinato e omogeneo: grazie a Corem è partita ufficialmente l’avventura di un Osservatorio Maritime, comune a Toscana, Sardegna e Corsica, realizzato sull’esperienza di Libios, l’Osservatorio Ligure della Biodiversità gestito da Arpal. E da Genova è partita la proposta al Ministero, attraverso il dott. Piccini di Ispra, di proporre l’adozione dei modelli di monitoraggio liguri a tutta Italia.

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