Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Controllo partecipate, salta il tetto dei supermanager. Ma il M5S rilancia: “Al massimo sei volte lo stipendio di un dipendente comunale”

Genova. “Modifiche sostanziali rispetto alla versione originaria del regolamento di controllo delle società partecipate”. Le annuncia, anticipando la fine della commissione a Tursi, il Movimento 5 Stelle su Twitter.

Oggi, infatti, e non senza uno strascico polemico, al posto della tradizionale seduta del consiglio comunale, in Aula Rossa si è riunita, per la terza volta sull’argomento, la Commissione 1 e 6, perché a ieri, sul regolamento delle partecipate, i consiglieri non avevano ancora trovato la quadra con la delibera di giunta.

“E’ un regolamento importante che la giunta ha cercato di portare troppo rapidamente in consiglio – spiega a fine commissione, Stefano De Pietro, Movimento 5 Stelle – ma ha trovato la ribellione un po’ di tutti i gruppi”. Molte, e da diversi banchi sia di maggioranza che di opposizione, sono state le richieste di variazioni per il funzionamento del regolamento dei controlli che cominceranno a fine anno.

Le perplessità dei 5 Stelle, che ha depositato tutti gli emendamenti in vista di un approdo della delibera in aula martedì, riguardano ad esempio “l’interferenza” del consiglio sull’attività di controllo delle partecipate, che secondo i grillini, per il principio di trasparenza, dovrebbe essere “più pesante”. “Abbiamo proposto due consiglieri di minoranza all’interno di una commissione che comprende sindaco, giunta e amministrazione – sottolinea De Pietro – per definire le pratiche propedeutiche poi al consiglio”.

Altro punto caldo di contestazione bipartisan: il tetto massimo dei manager nelle società controllate dal Comune. “L’assessore Miceli ha cambiato profondamente la delibera in alcune parti – racconta ancora De Pietro – ad esempio è stato cancellato l’articolo che riguardava l’emolumento massimo legato alla norma di legge nazionale. Non siamo comunque d’accordo, perché così rimane in vigore quello nazionale. Al contrario, abbiamo proposto che il tetto massimo per il manager sia sei volte lo stipendio minimo di un dipendente di una partecipata, oppure, in alternativa, il 70% dello stipendio lordo che prende il sindaco”, come auspicava nei giorni scorsi il capogruppo Idv Stefano Anzalone.

Dopo due ore quasi esatte di Commissione, la proposta è di portare il regolamento in consiglio comunale martedì prossimo “a patto che entro venerdì ci siano le modifiche pronte. C’è stato un po’ di disordine per volontà di fare presto e bene”, conclude De Pietro.

Archiviate le polemiche, quello di oggi, è stato “un approfondimento dovuto”, spiega il consigliere Pd, Alberto Pandolfo. “La commissione svilupppo economico lo ha chiesto, anzichè fare una seduta monotematica. Ma il fatto che sia slittato il consiglio non significa aver rimandato la decisione, andremo presto in aula, come da iter”.

E sul tetto massimo dei manager, e il conseguente stralcio dell’articolo che aveva innescato le polemiche dei giorni scorsi, è d’accordo anche il Pd. “Si tratta di una decisione che non intercorre nel rapporto tra il comune e le partecipate. Lo stipendio massimo è necessario – afferma Pandolfo – perché una proporzione tra singoli lavoratori e manager, che risponde all’azionista, deve esserci”.

“Vorrei che si affermasse una ‘governance’ in grado di coinvolgere la dimensione partecipativa e la rappresentanza dei lavoratori”, commenta Antonio Bruno, capogruppo FdS a Tursi, che chiede di inserire all’art.17 del regolamento come della struttura facciano parte “rappresentanti degli utenti, del mondo ambientalista e di dipendenti delle Aziende Partecipate, nominati secondo un adeguato regolamento, approvato, entro 30 giorni dall’approvazione del presente regolamento, dalla Giunta Comunale”.

“Abbiamo accolto alcune richieste di modifiche, mentre alcuni consiglieri hanno annunciato emendamenti – ha
commentato Miceli – il nuovo regolamento rafforzerà la governance del Comune su partecipate come Iren, Amt, Amiu e tutte le società di cui il Comune di Genova è azionista”.
All’inizio di ogni anno le aziende dovranno indicare gli indirizzi strategici, un piano operativo, una relazione
semestrale, un rendiconto, il tutto dovrà essere condiviso dalla giunta e dal consiglio comunale di Genova.