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Contro terzo valico e tav, la marcia dei liguri in Val Susa. Don Gallo: “Sto con i partigiani della Valle” foto

Val Susa. “Il mio cuore in questo momento è in Val Susa. Contro la Tav, sto con i Partigiani della Valle che lottano per la verità contro un’opera disastrosa”. Mentre Don Gallo scriveva su Facebook la sua vicinanza al movimento, che sta manifestando pacificamente in Val Susa contro la Tav, circa duecento liguri sono partiti stamani da Genova per dire “no alle grandi opere, e alla logica che c’è dietro”. Dopo il sopralluogo in mattinata dei parla mentari al cantiere di Chiomonte, circa 70 tra deputati e senatori e 50 assistenti, ora è il momento della marcia No Tav.

“Dal terzo valico alla tav, siamo qui per unire le lotte – racconta Davide Ghiglione, attivista No terzo valico e consigliere municipale della Valpolcevera ai microfoni di Genova24.it – contro opere che ci avvelenano e per cui si spendono soldi pubblici tagliando invece comparti importanti come scuola, sanità, pensioni”.

A Genova intanto è terminata l’iniziativa Felici di Crescere, sorta di stati generali del mondo del lavoro, dell’economia e delle istituzioni convocati da Claudio Burlando per risollevare la Liguria dalla crisi. “Sì, oggi siamo contenti di essere qui, ma avremmo voluto partecipare anche noi all’iniziativa – aggiunge Ghiglione – per esprimere il nostro dissenso rispetto a questa logica”. Esempio: il terzo valico. “Non solo è un danno per ambiente e salute, è un modello di sviluppo che noi non auspichiamo, perché si continua a versare cemento, costruendo grandi opere inutili e dannose”.

Presenti in Val Susa anche i rappresentanti del M5S genovese e i neo parlamentari, tra cui il savonese Sergio Battelli, questa mattina nella delegazione che ha fatto visita al cantiere e oggi in marcia con il corteo partito verso le 15.

“Mentre chiudono gli ospedali, si tagliano i fondi per l’istruzione e il trasporto pubblico, per le pensioni e i servizi, si finanzia senza alcun consenso l’inutile Terzo Valico, costo complessivo 7 miliardi di euro per dieci anni, opera di cui non esiste alcun rapporto costi – benefici”, spiega Antonio Bruno consigliere comunale FdS.

“E allora abbiamo calcolato noi i molti benefici che porterebbe lo stop definitivo dell’opera: per esempio 500 metri di terzo valico equivalgono a 8 treni pendolari in più completi di locomotive, 1 km a un anno di tasse universitarie per 120.000 studenti. La lotta contro il TAV – Terzo Valico – conclude Bruno – non è solo in difesa della terra e della salute, ma anche una battaglia per decidere un futuro diverso per tutti”.