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Boschi demaniali affidati ai privati, Wwf: “Dalla Regione una legge scadente e anticostituzionale”

bosco

Genova. Tra pochi mesi arriverà il bando della Regione Liguria per affidare ai privati le aree boschive demaniali, ma la polemica si accende istantaneamente. Il Wwf giudica infatti “scadente” la legge regionale ligure – approvata ieri dal Consiglio – che ha modificato le norme sulla gestione dei boschi e non esita a sostenere che in alcuni punti andrebbe contro la Costituzione.

L’associazione ambientalista critica in particolare la legge perché “non vanno limitate le possibilità di rimboschimenti compensativi, per interventi edilizi nei boschi”. Secondo il Wwf “è assurdo contemplare la possibilità di affidamento del patrimonio forestale di proprietà regionale anche ad imprese forestali private. Infatti il patrimonio forestale regionale deve assolvere a compiti di tutela della biodiversità, protezione dei beni naturali, difesa del suolo, fruizione controllata da parte della collettività e tali obiettivi sembrano incompatibili con le esigenze di profitto di
imprese private”.

Per gli ambientalisti “la Giunta esclude a priori che la trasformazione, anche con interventi urbanistico-edilizi, del bosco sia assoggettabile ad una compensazione forestale; un decreto legislativo nazionale del 2001 prevede invece che in caso di trasformazione d’uso della superficie boscata deve essere compensata da rimboschimenti con specie autoctone, preferibilmente di provenienza locale, su terreni non boscati. La Regione Liguria preferisce che tale compensazione avvenga solo con indennizzi economici”.

Secondo gli ambientalisti “stabilire che la realizzazione di piste e strade forestali non costituisca mutamento di destinazione d’uso viola la normativa statale prevista dal Codice dei Beni culturali e del Paesaggio e delle relative norme urbanistico-edilizie-forestali nazionali”.