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Economia

Banche sempre meno “amiche” delle aziende liguri: in calo i finanziamenti

giancarlo grasso - confartigianato

Liguria. Cala del 6,6% il credito erogato alle imprese liguri nel 2012. Secondo l’ultima elaborazione dell’Ufficio studi di Confartigianato su dati della Banca d’Italia, la variazione del credito, tra il 2011 e il 2012, ha avuto una flessione di oltre un punto percentuale sulla media nazionale del -5,4%.

A subire la stretta creditizia maggiore sono le imprese con più di 20 dipendenti che hanno raggiunto un preoccupante -7,3% (media nazionale -5,4%), un calo tra i più consistenti del Paese. Flessione più moderata per le imprese di minori dimensioni (con meno di 20 addetti), per le quali il calo è stato del 3,9% (media nazionale -5,2%).

“Bisogna ricordare – spiega Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – che le
imprese con meno di 20 addetti avevano già subito un forte giro di vite da parte degli istituti di credito tra il 2010 e il 2011, con un calo di circa un punto percentuale. Il dato dell’ultimo anno non fa altro che confermare la sempre minore propensione da parte delle banche a erogare credito alle imprese del territorio, che pertanto si trovano in un sempre maggiore affanno aggravato dagli ancora lunghi tempi di pagamento da parte di privati e pubbliche amministrazioni”.

A livello provinciale, è a Genova che si riscontra la maggiore flessione creditizia: -7,1% per il totale delle imprese. Seguono Savona (-6,6%), La Spezia (-5,7%) e Imperia (-4%).
“Per il comparto artigiano composto in Liguria in gran parte da micro e piccole imprese – commenta Grasso – il dato più preoccupante è quello che riguarda poi il costo del denaro erogato dalle banche. Infatti, la Liguria risulta la regione in cui è più marcato lo spread tra piccole aziende e
medio grandi”.

Seconda solo alla Calabria (10,53%), la Liguria è la regione in cui, a giugno 2012, le imprese con meno di 20 addetti hanno pagato tassi stellari del 10,04% con uno spread di 328 punti base rispetto
ad aziende di maggiori dimensioni.

Guardando al totale delle imprese, è a Savona che le aziende pagano i tassi maggiori della regione (6,61%): la città della Torretta si piazza al ventunesimo posto in Italia (preceduta solo da capoluoghi del Centro Sud) per costo del denaro alle pmi. Seguono La Spezia (36° posto) con tassi
medi del 6,23%, Imperia (51° posto) con il 5,82% e chiude Genova (58° posto) con 5,64%.

“Per uscire da questa spirale perversa che da anni oramai limita la capacità finanziaria e la liquidità a disposizione delle imprese – conclude Grasso – crediamo che sia indispensabile che il prossimo governo
favorisca la solidità patrimoniale dei Confidi, faciliti il ricorso al Fondo di garanzia per le pmi e sviluppi correttivi ai parametri di Basilea 3 per contrastare in modo significativo gli effetti restrittivi per l’accesso al credito e dell’alto costo del denaro delle micro e piccole imprese”.