Quantcast
Economia

“Felici di crescere”, le parole d’ordine di istituzioni e imprese liguri: “Lavoro e sviluppo sostenibile”

Genova. Il titolo del convegno di oggi, voluto dal presidente Claudio Burlando per discutere di uno sviluppo sostenibile insieme al ghota dell’imprenditoria ligure, non è certamente casuale, ma è una provocazione come ha confermato lo stesso governato. “Felici di crescere”, infatti, è un titolo in evidente antitesi con le tesi di Beppe Grillo e del Movimento 5 Stelle, cioè quelle della decrescita felice.

“Questo paese rischia di morire – ha esordito il presidente – i giovani vengono lasciati a casa, molte persone sono in cassa integrazione e allora è evidente il bisogno di rilanciare l’economia, di far lavorare la gente”, ha dichiarato.
In questo senso la Liguria può avere molto da offrire. “Abbiamo un’ottima portualità, industria di altissima qualità, un turismo importante e per questo mi sembrava utile chiamare il mondo del lavoro e discutere su come poter aiutare tutto il Paese”, ha proseguito.

Secondo Burlando il messaggio è chiaro. “La crescita deve essere sostenibile, ma ci deve essere. La decrescita, invece c’è già, ma non è certamente felice – ha chiosato – Dovremmo prendere esempio dai tedeschi perché il nostro paese non può decidere di non fare nulla e abbandonare settori interi, come la siderurgia”.

Poi un accenno alle infrastrutture. “Servono collegamenti seri, altrimenti rischiamo di essere sopraffatti da località come Anversa, Amburgo e Brema – ha detto – dobbiamo collegare la nostra realtà con i principali mercati italiani e centro europei”.

Burlando lancia un segnale importante e spera che venga accolto dal governo nazionale, qualunque esso sarà. “Non sono in grado di dare consigli in un momento così complicato. Il presidente Napolitano ha dato l’incarico a Bersani capire se ci possa essere una maggioranza certa e ora stiamo a vedere – ha concluso – cioè di cui sono sicuro è che dobbiamo tornare a votare in tempi non lunghi, ma sarebbe giusto tornare alle urne con importanti novità, ad esempio una legge elettorale chiara, la riduzione dei costi politici e riforme utili”.

Più che di crescita, il sindaco di Genova, Marco Doria, parla di sviluppo sostenibile e felice. “E’ un concetto che tiene conto di molteplici fattori e mi sembra quello più adeguato – ha dichiarato – bisogna reagire alla crisi puntando su obiettivi precisi. In questi rientrano anche le grandi opere, come il Terzo Valico, ma dobbiamo pensare anche ad interventi più immediati, ovvero al risanamento del territorio, alla valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e delle aree dismesse. Per fare questo, però dobbiamo avere risorse adeguate, quindi questa è la sfida che lanciamo al nuovo governo”.

Dello stesso avviso è l’assessore Renzo Guccinelli. “Il Paese deve ricominciare a crescere, ma la crescita deve essere compatibile con l’ambiente – ha dichiarato – l’appuntamento di oggi ha lo scopo di chiamare a raccolta le forze del sapere, dell’impresa e del lavoro, perché è importante porre l’attenzione ai temi istituzionali, ma deve irrompere il tema del lavoro e del rilancio produttivo”.

“Lo sviluppo e la crescita sono collegati al lavoro e tutti dobbiamo essere d’accordo su questo, dall’industria alla politica e anche la banca – ha detto Ennio La Monica, direttore Banca Carige – Nel nostro caso particolare, la banca è solida e abbiamo continuato a finanziare imprese e famiglie quando ne avevano bisogno. Quindi svolgiamo un ruolo fondamentale”.

Per l’assessore regionale Pippo Rossetti, crescita sì ma facendo i conti con il bilancio. “Credo che la parola rigore non possa essere cancellata – ha spiegato – Possiamo ridurre gli sprechi e doppioni, ma nello stesso tempo lavorare per lo sviluppo economico, sbloccando anche la questione dei comuni, che hanno i soldi fermi in banca, ma non possono pagare le imprese”.

Molto attesa la presenza dell’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono. “Il mercato non ci favorisce, ma grazie all’accordo fatto col sindacato speriamo in un futuro di tranquillità per i lavoratori. Ognuno deve fare la propria parte e ora dal Governo ci aspettiamo che faccia il Governo – ha dichiarato – Le risorse non ci sono, ma se ognuno si rimboccasse le maniche il paese ne verrebbe fuori molto bene”.
Poi un accenno a Riva Trigoso e Genova. “Penso che il futuro sia nelle nostre mani, allora le cose si risolveranno – ha concluso – tutti, anche in questo caso, dobbiamo fare la nostra parte. Dobbiamo lavorare con responsabilità e rigore e intensificare il lavoro per il futuro”.

Tra i settori importanti in Liguria c’è indubbiamente quello crocieristico. “Oltre al porto di Savona puntiamo anche su quello di Spezia – ha detto Gianni Onorato, ad Costa Crociere – quest’anno in Liguria movimentiamo quasi 2 milioni di ospiti, che contiamo di aumentare. Con l’arrivo di Costa Diadema, inoltre, speriamo anche di incrementare l’occupazione nella nostra sede di Genova”.