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Via Garibaldi, polemiche infinite. E su Facebook nuova denuncia: “Lastre non numerate e riposizionate a caso” foto

Genova. Interpellanze a raffica, petizioni e due gruppi su Facebook. Non si placano le polemiche intorno ai lavori di ripavimentazione della Strada Nuova, cominciati a fine agosto a causa del rifacimento della rete gas, che di fatto ha obbligato l’amministrazione a rifare un lastricato che fosse anche a norma con le regole di accessibilità per le persone disabili.

Ma, appunto, da allora le polemiche sul selciato non si sono mai fermate. Per prima, a far arrabbiare commercianti e residenti, fu l’ipotesi che le pietre utilizzate per ripavimentare la via non fossero quelle originali. Poi si è cominciato a parlare della durata dei lavori: i tempi in effetti si sono allungati la fine lavori prevista per aprile sembra ormai una chimera. In queste ultime settimane a scatenare il mugugno è da un lato il faticoso zig zag tra reti e passerelle che cittadini e turisti che attraversano la via più bella della città sono costretti ad affrontare, dall’altro la posa delle pietre che sono state tolte per mettere le nuove tubature, e che secondo qualcuno non verrebbero poi riposizionate come da simmetria originale.

A monitorare costantemente la situazione sono gli stessi cittadini attraverso ben due gruppi nati su Facebook. Il primo è Salviamo via Garibaldi dove i temi “caldi” sono due: lo slittamento dei lavori e la colata di cemento che oggi ricopre parte della via Aurea. Su quest’ultima questione qualcuno ha lanciato immediatamente l’allarme: “Perché il cemento al posto delle pietre?” ma l’assessore Crivello intervenendo sulla pagina ha provato a calmare gli animi: “Si tratta di una copertura provvisoria – ha spiegato Crivello – per garantire la prosecuzione dei lavori. Successivamente si procederà a tagliare e creare oblò. Il tutto è sempre da convidere con soprintendenza. Garantendo inoltre la sicurezza ai pedoni”.

Sì perché il rallentamento dei lavori è stato causato anche dal ritrovamento sotto il selciato dei resti dell’acciottolato dell’antica via Aurea, da cui la proposta di inserire una lastra di vetro (o probabilmente degli oblò) per consentire ai turisti di vedere alcuni frammenti del selciato originale. Proprio sulla tempistica dei lavori martedì in consiglio sarà esaminata un’interpellanza del consigliere del Pdl Stefano Baleari. Un’altra interpellanza sul tema sarà presentata, sempre martedì, dal capogruppo della Lega Nord Edoardo Rixi anche se, è bene ricordarlo, il Comune di Genova non è il committente dei lavori, ma ha solo un ruolo di controllo sull’andamento degli stessi.

Del cemento che ricopre, seppur temporaneamente, via Garibaldi, si lamenta anche il secondo gruppo nato su Facebook a tutela della Strada Nuova. Si tratta del gruppo Sos Via Garibaldi dove ancora ieri qualcuno ha inserito diverse foto sull’effetto impermeabilizzante del cemento, con conseguenti micro allagamenti della strada: “Questo sarebbe un sottofondo in cemento eseguito a regola d’arte? Ristagni d’acqua e sicuramente infiltrazioni dalle fondazioni scoperte di palazzo rosso” scrivono.

E sempre ieri il gruppo ha inviato una lettera alla Sovrintendenza sui lavori di ripavimentazione: “Le lastre non sono state numerate, nonostante sia stato eseguito un rilievo fotogrammetrico dell’intera strada – scrivono nella lettera – e per riposarle si sta facendo un colossale pasticcio perchè gli operai dell’imopresa le scelgono a caso, le smartellano (o peggio le molano) e le riducono spesso di parecchi centimetri per metterle in sede. Così facendo viene persa per sempre l’antica originaria simmetria ed eleganza del lastricato e il risultato è un patchwork inorganico e disordinato. Non ci sembra un modo di lavorare professionale, senza contare che l’operazione fa perdere un sacco di tempo, e denaro. Vorremmo che l’Unesco intervenisse perchè i lavori siano eseguiti a regolo d’arte e secondo le prescrizioni, anche se il primo tratto di strada nuova è ormai irrecuperabile”.