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Terzo settore: protocollo d’intesa con il Comune di Genova per aiutare i più bisognosi

Genova. Sono sempre di più le persone in difficoltà, a fronte di risosrse sempre più scarse. Diventa allora essenziale destinare al meglio i pochi fondi disponibili.

Per questo è stato siglato ieri a Genova il “Protocollo di intesa tra l’Assessorato alle Politiche Socio Sanitarie e della Casa del Comune e il Forum Genovese del Terzo Settore”.

Il protocollo è il frutto di un confronto costruttivo intrapreso tra il sindaco, l’assessore alle Politiche Socio Sanitarie e della Casa ed il Forum del Terzo Settore per la realizzazione di un patto cittadino sulle politiche di sviluppo socio-economico della città, finalizzato alla promozione del benessere dei cittadini.

“L’obiettivo del protocollo – ha dichiarato l’assessore alle Politiche Socio Sanitarie Paola Dameri – è quello di collaborare con il Forum Genovese del Terzo Settore per orientare le risorse verso i bisogni dei cittadini in situazione di svantaggio e realizzare interventi al contempo efficienti ed innovativi, capaci di sfruttare al meglio le risorse disponibili senza rinunciare alla qualità delle risposte”.

Attraverso l’attivazione di incontri periodici tra l’assessorato alle Politiche Socio Sanitarie e della Casa e il Forum Genovese del Terzo Settore, si vogliono predisporre piani di intervento comuni, finalizzati alla riorganizzazione del sistema di welfare nell’ottica della sussidiarietà, con l’obiettivo di ottimizzare il sistema, stabilendo la migliore correlazione tra le risorse disponibili, i bisogni rilevati e i servizi erogati.

Si tratta di un lavoro coordinato e programmato nel tempo, che prevede l’aggiornamento della mappa delle fragilità e dei bisogni da soddisfare, la predisposizione di piani flessibili da rivedere periodicamente in funzione del mutamento delle condizioni socio-economiche della popolazione, l’individuazione di strumenti di valutazione dell’efficacia delle azioni, del rendimento delle risorse impiegate e della soddisfazione dell’utenza.

Il protocollo stabilisce inoltre che ciascuna delle parti s’impegni al fine di limitare gli impatti negativi che il taglio dei trasferimenti dallo Stato centrale rischia di esercitare sui minori, gli anziani, i disabili, le famiglie e gli individui in condizione di povertà.