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Cronaca

Spese pazze in Regione, la Lista Biasotti mostra bilancio e scontrini: “Non abbiamo usato neanche la carta di credito”

Regione. Come stanno facendo a mano a mano tutti i gruppi consiliari, dopo lo scandalo delle cosiddette spese pazze in Regione, stamattina anche il gruppo Liste Civiche per Biasotti Presidente ha reso noto il proprio bilancio e le pezze giustificative. “Nessuna spesa pazza”, hanno esordito i due esponenti, cioè il capogruppo Aldo Siri e il consigliere Lorenzo Pellerano.

“Non abbiamo neanche mai usato le carte di credito, quindi tutti i movimenti sono stati fatti per banca e con riscontro – ha spiegato Siri, che poi ha parlato della polemica sui panettoni – A Natale, ad esempio, noi abbiamo fatto un acquisto che ha comportato problemi logistici, 600 panettoni e 600 pandori dall’Ipercoop, che ho comprato con la mia scheda personale per risparmiare, pagando 2,5 euro al pezzo, anziché 4,5. Questo acquisto ha comportato problemi logistici, quindi abbiamo provveduto con una lettera di accompagnamento, avvalendoci dell’aiuto di due ragazzi”. I panettoni e i pandori sono stati pagati con soldi della Regione. “Ma acquistati a metà prezzo grazie alla mia tessera personale”.

Anche per Lorenzo Pellerano, di spese pazze non si può proprio parlare. “Come gruppo non abbiamo neanche utilizzato la carta di credito e non ci siamo fatti rimborsare mai spese fuori da quelle previste. Sono tutte voci che riguardano l’attività istituzionale e la maggior parte di queste si riferiscono ai costi del personale del gruppo – ha dichiarato – tutto quello che è stato rimborsato a me è giustificato da fatture e scontrini”.

“Per il 2010, anno in cui sono entrato a giugno, cioè in ritardo, ho speso circa 2 mila euro in tutto. Nel 2011 ho speso 3200 euro complessivamente e quest’anno la cifra è leggermente superiore perché ho iniziato un’attività sul blog, che va costantemente aggiornato, ed è costato 2600 euro – ha proseguito – Tengo a sottolineare, però, che molte spese legate all’attività politica preferisco pagarle di tasca mia, ad esempio la consulenza stampa che costa circa 600 euro al mese. In più, quando sono stato eletto, ho organizzato riunione di sostenitori e ho ritenuto doverla pagare di tasca mia, spendendo 5 mila euro”.

Il consigliere ha precisato che tutto quello che riguarda l’attività istituzionale è giustificato da scontrini e fatture. “A livello di rimborsi personali ho speso sempre meno risorse di quelle che saranno a disposizione da quest’anno per ciascun consigliere, ovvero 7 mila euro. Questo significa avere una particolare attenzione al mio ruolo e credo che sia giusto così”.