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Spese pazze in Regione, il Pd pubblica gli importi, ma non gli scontrini: “Ci sono dati sensibili, meglio un rendiconto con le singole voci”

Regione. “Noi non ci stiamo a finire nel calderone generale, dove sono tutti uguali di fronte all’opinione pubblica, perché non è così”. Il Pd, certo della più totale regolarità delle spese del suo gruppo consiliare in Regione Liguria, non seguirà la “linea Fusco”: nessuna fattura, nessuno scontrino sarà reso pubblico.

“In quei documenti sono presenti – spiega Giovanni Lunardon, segretario genovese del Partito Democratico – dati sensibili. Siamo invece disponibili a pubblicare un rendiconto puntuale delle nostre spese. La proposta, perlopiù ignorata, l’ha lanciata proprio nelle scorse ore il nostro capogruppo in Regione Nino Miceli”.

Per il resto, la tranquillità del Pd è totale, visto che – come viene ribadito più volte – “le nostre spese sono coerenti con le finalità istituzionali previste dalla legge”.

“Ne siamo sicuri – continua Lunardon -, non abbiamo paura di nulla e vogliamo essere trasparenti. Anche perché la trasparenza è un dovere per tutti, specialmente in questo momento”.

Insomma, il Pd non prende lezioni da nessuno e anzi rilancia con la proposta di Miceli, ma non solo. “Abbiamo fatto cose – conclude Lunardon – che gli altri non sembrano aver intenzione di fare: siamo stati quelli che hanno pubblicato il loro bilancio. Inoltre abbiamo proposto di affiancare ai controlli ordinari della commissione Rendiconti anche controlli esterni. E noi certamente ci sottoporremo anche a questo giudizio”.