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Politica

Spese pazze in Regione, Di Pietro a Genova: “Se ci sarà processo, Idv si costituirà parte civile”

Genova. Italia dei Valori è “fiera di quel che ha fatto e se qualcuno sul territorio non ha compiuto il proprio dovere è bene che risponda ai magistrati”. Nel caso poi emergesse con un rinvio a giudizio la rilevanza penale “ci costituiremo parte civile, in quanto parte lesa”.

Antonio Di Pietro, presidente Idv, a Genova per la campagna elettorale, cerca di prenderla larga ma non sfugge alla raffica di domande sull’inchiesta che sta coinvolgendo il partito in Liguria con la capogruppo Maruska Piredda, oggi unica esponente in consiglio regionale, indagata e già ascoltata dalle Fiamme Gialle. Con lei oggetto di indagini della Procura di Genova sono anche gli ex tre consiglieri di Idv Marylin Fusco, Nicolo Scialfa (passati a Diritti e Libertà, dopo la diaspora del partito di Di Pietro) e Stefano Quaini andato invece in Sel.

Mentre infuriano le polemiche sulle spese pazze in Regione ed emergono le difficoltà dei vari gruppi consiliari nel voler spontaneamente rendere pubblici scontrini e pezze “credo che tutte le spese debbano essere verificate dalla magistratura – ha detto Di Pietro senza sbilanciarsi – a cui va il nostro plauso affinché possa chiarire e perseguire gli eventuali colpevoli. Comunque appena finiranno le indagini preliminari saranno depositati gli atti e quindi resi noti tutti i documenti”.

Tra i vari scontrini ritornerà agli onori della cronaca anche quello, ormai tristemente famoso, sulle mutandine comprate per pochi euro e poi addebitate. “E’ giusto che chi eventualmente ha chiesto rimborso ne risponda davanti ai giudici”, ha commentato laconico Di Pietro.

Il leader Idv ha quindi spostato il discorso sulla campagna elettorale e sul ruolo di Idv, un partito che “ha sempre fatto il proprio dovere nel Paese”, anzi “l’unica forza politica a fare opposizione prima a Berlusconi poi a Berlusconi travestito da Monti – ha detto l’ex magistrato – l’unico a non votare la fiducia per 52 volte, mentre ora, prendiamo atto, tutti a destra e sinistra dicono che i provvedimenti di Monti vanno cambiati perché sbagliati”.

Idv dunque ha fatto il “suo dovere nel dire prima degli altri cosa non andava – ha sottolineato ancora Di Pietro – e nel frattempo sul territorio ci siamo battuti per le battaglie civili, con proposte di legge e referendum. C’è un’Idv che lavora – la conclusione del presidente – che ha fatto un grande passaggio dentro e fuori il parlamento. Anche sulla vicenda Monte dei Paschi, avevamo presentato due interrogazioni al governo avvertendolo dei pericoli, ma non siamo stati ascoltati ed è per questo che riteniamo corresponsabile Monti”.

E sempre sul professore salito in politica “mai come in questo momento Monti esprime un modo di governare di destra – ha rilanciato Di Pietro – che risponde a tecnocrazie e interessi internazionali che danneggiano i più deboli e producono recessioni, l’alleanza destra sinistra che spaccia Monti per uno che fa l’interesse dei cittadini è un grosso errore”.

Quindi l’appello al voto per Rivoluzione Civile- chiamata con un lapsus rifondazione- “l’unico voto utile a ricostruire l’alleanza del centrosinistra sui programmi e con l’attenzione alle fasce deboli”. Poi la stoccata al segretario Pd: “Smentisco Bersani che oggi afferma di non avere mai proposto una desistenza a Ingroia. L’ha proposta eccome, anche attraverso proposte tipiche da voto di scambi. Proposte – ha aggiunto Di Pietro – che abbiamo dovuto rispedire al mittente, come quella di qualche
candidato al Senato a noi ipergradito. Ci sono documenti scritti”. E ancora: “siamo stati noi a proporre l’alleanza a Bersani ma lui ha rifiutato perché pensava di vincere, adesso che il terreno gli frana sotto i piedi, pensa di circuire i cittadini sul voto utile. Ma il voto utile è per noi”, ha concluso il presidente Idv.