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Spese pazze in Regione, Burlando: “Serve chiarezza dalla politica, per questo è necessario un controllo esterno”

Genova. “La vicenda e’ molto delicata perché c’e’ ipotesi di un uso privato di risorse pubbliche sui fondi dei partiti. C’e’ una giurisprudenza vasta sui fondi dei partiti, quello che non si puo’ accettare, nessuno può accettarlo, e’ che non sia stato fatto un uso politico”. Lo ha detto il presidente della Regione Claudio Burlando durante la riunione di giunta trasmessa in diretta streaming sul sito dell’ ente parlando delle dimissioni di Nicolo’ Scialfa da vicepresidente.

“Non posso condividere la posizione di chi dice che bisogna attendere che la magistratura abbia concluso l’indagine – ha detto ancora Burlando -. Ci siamo visti con il presidente del Consiglio Monteleone per valutare le soluzioni perche’ l’opinione pubblica si aspetta che ci sia chiarezza della politica, quindi nostra, oltre a quella che puo’ fare la magistratura. E’ per fare chiarezza serve controllo di un altro soggetto”.

Per questo Burlando “chiede a tutti, non solo alla maggioranza, di dare una risposta della politica prima della magistratura”.

Per quanto riguarda al Giunta, il presidente ha evidenziato che “tutti i membri hanno partecipato a questo obiettivo, nessuno si e’ tirato indietro, per dissipare fino in fondo ogni dubbio riguardo al fatto che noi subordiniamo questa vicenda a una convenienza politica, ad andare avanti”. “Invece non si puo’ subordinare niente, mi sembra chiaro – ha detto ancora -.
Tutti siamo convinti che serve chiarezza sulle spese. Se sono state fatte per finalità personale i soldi devono essere restituiti. Questo non cancella nulla pero’ aiuta”.

Il presidente ha sottolineato “la determinazione fortissima con cui la Regione ha diminuito le spese del 29,9%. Non e’ che prima li buttassimo via: la sanità e’ stata
costretta a spendere 160 milioni in meno e il consiglio ha partecipato riducendo di 5-6 milioni le spese”.

“Eventuali comportamenti di un certo tipo non si possono perciò accostare a un quadro generale che e’ stato il più ligure possibile. Noi abbiamo infatti una cultura
politica e personale che ci porta a non spendere i soldi che non ci sono. Infatti non ci sono mai state richieste di fare finanza creativa”.