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Cronaca

Sicurezza Prè-Gramsci, continua il botta e risposta tra l’assessore Fiorini e il Comitato: “Non siamo visionari, viviamo in trincea”

Genova. Non si ferma il botta e risposta tra l’assessore Elena Fiorini e il Comitato Prè-Gramsci. Dopo la replica dell’esponente comunale sul nostro giornale, ecco che l’osservatorio si fa nuovamente sotto e controbatte a quanto dichiarato.

“L’assessore alle nostre affermazioni ha replicato, diciamo, in maniera disinvolta quindi dobbiamo replicarle respingendo l’indiretta ‘botta’ da allucinati che i cittadini di Pré si sono presi. Non siamo cittadini di serie b e se lo fossimo è bene ricordare che da noi tutti i candidati sindaco hanno fatto mille giri e incontri con i cittadini. Anche il sindaco Doria prima delle elezioni era di casa a Pré”, esordisce il Comitato.

Poi, ecco che si entra nel merito di quanto dichiarato dall’assessore. “All’assessore Fiorini diciamo sì, bisogna combattere e infatti questore e forze dell’ordine sono uniti ai cittadini. Purtroppo chi manca nella mischia sono gli assessori e la polizia municipale – prosegue il Comitato – se l’ assessore Fiorini volesse impiegare il Nac e i VVU del i° distretto tra porto antico e Commenda non avrebbe bisogno di magie. Perché l’assessorato alla Legalità non dá il giusto contributo, quali sono i motivi? Forse questioni ideologiche: difendere gli stranieri anche se delinquenti solo per poter portare avanti esperimenti sociali? Protezioni politiche? da parte di chi?? L’assessore fiorini viene ‘tirata in causa’, se proprio così vogliamo dire, proprio perché a seguito degli incontri , ai comitati non sembra che sia intervenuta su nessuna delle problematiche evidenziate, anzi ha eliminato ogni forma di prevenzione dal territorio giá prevista dal precedente assessore”.

Gli abitanti spiegano che a settembre è andato via il Nac dal porto antico e dopo qualche tempo via il presidio dalla Commenda per sostituirlo con soli due uomini di pattuglia a coprire un quadrante enorme quanto mezzo centro storico. “Delle famose mediazioni tanto reclamizzate con convegni pubblici (quanto sono costati alle casse comunali) nemmeno l’ombra. Solo propaganda politica. Zero prevenzione con mediazione, zero prevenzione con metodi classici e meno di zero sulla repressione. E così Genova è diventata un campo di battaglia – continua ancora il comitato – l’assessore reclamizza punti associativi da aprire a Pré, ma invece Prè è sempre deserta”.

“A Pré sono ben accette realtà associative, ma prima vorremmo che i numerosi locali di proprietà del comune ormai abbandonati da tempo, con anche grave danno per le casse pubbliche venissero utilizzati per l’inserimento di attività commerciali essenziali per la vita dei residenti e per lo sviluppo turistico. Dall’insediamento di questa giunta non solo nessuna nuova apertura, ma addirittura altre chiusure. In quasi un anno a Pré l’assessorato ha sviluppato qualche incontro su forte pressione dei cittadini a cui però non è seguito nulla”.

Poi un altro argomento. “Circa le porte dell’università aperte su piazza vittime delle mafie, l’assessore fa confusione cercando di prendersi meriti non suoi: l’apertura risale alla giunta Vincenzi, ma ottenuta grazie al lavoro e all’intuizione dei comitati e associazioni di Pré. Insomma nessun merito. Questa giunta ha trovato le porte aperte dal lavoro dei comitati ma poi non ha mai sviluppato nessuna iniziativa che rendessero la piazza veramente vivibile per gli universitari e per i residenti. L’assessore addirittura elogia gli sforzi dell’incubatore nonostante questa giunta l’abbia in pratica smantellato perché ha fallito”.

Insomma, per il Comitato nulla è stato fatto in sei mesi. “I sequestri degli appartamenti a Pré utilizzati dai boss senegalesi del contraffatto sono ad opera delle forze dell’ordine, quindi che il comune non si prenda meriti che non sono suoi. Il comune non fa funzionare il glorioso Nac e smantella il presidio anti-alcol, così alle 23 in piena Pré due balordi ubriachi possono tentare di uccidere un bengalese. Noi non siamo allucinati, ma viviamo in trincea”, conclude il Comitato.