Quantcast
Cronaca

Shoah, i ragazzi portano in scena le memorie dal lager di “Nuska” Hoffmann

Provincia. Tre anni di sofferenze, umiliazioni, schiavitù dietro il filo spinato, dopo aver perso per sempre la sua famiglia ebrea negli abissi di Auschwitz. Franciska “Nuska” Hoffmann nel 1942, a sedici anni, si ritrovò di colpo orfana e prigioniera dei nazisti che dopo aver catturato in Polonia tutta la sua famiglia, sterminarno i suoi
genitori e la sorellina nelle camere a gas di Auschwitz-Birkenau, deportando lei nel campo di concentramento di Gabersdorf – Trautenau (nell’attuale Repubblica Ceca) dove tra fame, freddo, sevizie, umiliazioni e l’orrore delle “selezioni” delle persone più deboli e malate verso i forni crematori, restò sino al 15 maggio 1945.

Dal giorno della liberazione del lager dove era rinchiusa non trovò mai più la forza di rivederne uno, però Franciska ‘Nuska’ Hoffman, sino alla sua morte nel 2006, aveva trovato tutta la forza e la passione per portare la sua tragica esperienza nelle scuole e ora saranno i ragazzi a restituirle voce e memoria: venerdì 1^ marzo alle 10, nel salone del
Consiglio Provinciale di Genova, la 3^ A (ad indirizzo musicale) dell’istituto comprensivo genovese Alessi-Rizzo di Pegli, rappresenterà “Il mio nome è Franciska”, adattamento teatrale di Ivano Malcotti (pubblicato dalla stessa Provincia) dell’intervista a Franciska Hoffman curata da Valentina Michelotti. Il laboratorio teatrale degli studenti dell’Alessi-Rizzo, realizzato in collaborazione con la sezione Anpi di Pegli, ha inserito nuove poesie – una scritta direttamente dai ragazzi – accanto a quelle di Liana Millu, Lina Wertmüller, Erri De Luca e dello stesso Malcotti, che scandiscono il testo originale che la scuola pegliese ha rielaborato anche con l’accompagnamento dei brani musicali
Hativka di Samuel Cohen (nella rielaborazione di Fabio Sironi); Schindler’ List di Iohn Williams (arrangiamento di Gianni Rivolta) e Gam Gam di Elie Botbol (nella versione di Ennio Morricone). Alla rappresentazione interverrà anche il commissario della Provincia di Genova, Piero Fossati.

“Ci fa davvero piacere – dice – che le scuole aprano laboratori teatrali con i loro ragazzi e ragazze raccogliendo la
testimonianza di Nuska Hoffamann, per mantenere vive la memoria e la consapevolezza di quanto è accaduto negli abissi della Shoah perché davvero non possa accadere mai più.”