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Sestri, funerale simbolico per l’ospedale: corteo fino al Micone, la sanità a ponente grida vendetta

Sestri Ponente. Un funerale simbolico per il “fu” ospedale di Sestri Ponente. Lo ha organizzato il comitato per la difesa del Micone oggi è alle 16 in piazza Baracca, nel cuore di Sestri per manifestare contro i tagli alla sanità del ponente. Il corteo si snoderà per la delegazione ponentina accompagnato da ambulanze e cittadini fino alla sede del nosocomio dove saranno depositati fiori “ad memoriam” e dove potrebbe arrivare anche una finta bara.

“Tra il 2006 e il 2007 Montaldo e Burlando ci avevano promesso che non ci sarebbe stata chiusura prima della costruzione del nuovo ospedale di Vallata – ricorda Aleandro Longhi, ex senatore, un passato da Pci, Pds e Ds, poi passato in Sel dopo lo strappo con gli ex compagni – Avevano mentito, i soldi recuperati li hanno trasferiti nel progetto del Galliera e nel frattempo hanno cominciato a chiudere Sestri Ponente e Pontedecimo”.

E se a al Gallino – il cui comitato di solito manifesta con quello di Sestri, al contrario di oggi – restano Medicina e un po’ di ambulatori, al Micone non c’è più Chirurgia, il centro Ictus, la psichiatria per acuti e il pronto soccorso trasformato in punto di primo intervento. “Dopo le elezioni trasferiranno anche Neurologia al Villa Scassi – spiega Longhi – Cardiologia lo vogliono portare a Voltri, mentre ortopedia è appaltata ai privati”. In pratica, è la denuncia del comitato “Sestri diventa un poliambulatorio. Noi non siamo contrari alla chiusura dei piccoli ospedali – chiarisce – ma prima è necessario costruire l’ospedale del Ponente”.

Invece “hanno litigato tre anni per decidere il sito di Villa Bombrini e ora spunta Erzelli. Finirà che l’ospedale di Ponente altro non sarà che il Villa Scassi di Sampierdarena, una volta terminato il padiglione 9 bis”. Senza contare che tra Sestri e Valpolcevera c’è “metà della popolazione di Genova che non avrà niente. I servizi sanitari, con la messa in vendita del Celesia e la mancata attuazione dell’ex Martinez, saranno tutti nel centro levante. Deve esserci una scossa – conclude Longhi – la sanità pubblica a ponente grida vendetta”.

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