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Cronaca

Sciopero Amt e Atp: adesione al 98%. Sindacati: “Azienda unica per non morire”

Genova. Grande adesione allo sciopero in tutta la Liguria con punte del 98% in AMT e ATP. Questa mattina in concomitanza con lo sciopero regionale di 4 ore del trasporto pubblico locale, si è svolta presso il Cral AMT di Genova la conferenza stampa regionale delle organizzazioni sindacali, durante cui sono state illustrate le problematiche alla base dello sciopero.

“Molte sono le motivazioni alla base dello sciopero alle quali si sono aggiunte situazioni contingenti”, hanno detto i sindacati.

È dell’inizio dell’anno la decisione unilaterale dell’azienda ATP del Tigullio di ridurre lo stipendio per far fronte ai buchi di bilancio, richiesta ad oggi “congelata” dopo la protesta dei lavoratori e la promessa di un percorso istituzionale con capofila la Regione Liguria.

Ma non solo – hanno aggiunto – AMT per la quale abbiamo stipulato nel settembre scorso un accordo che risolveva in parte le problematiche di bilancio 2012, ha iniziato il 2013 annunciando un buco di 6 milioni di euro. Il tutto nonostante centinaia di dipendenti siano ad oggi in cassa integrazione in deroga, abbiano rinunciato a parte dello stipendio (non ricevendo i premi di produzione) e abbia il contratto non rinnovato da ben 5 anni. Anche le altre province sono in sofferenza ed è chiaro che in questa situazione il trasporto regionale pubblico locale non può avere un futuro”.

Inoltre “la legge regionale che viene promessa, ma mai promulgata, contiene molte parti che trovano in disaccordo le organizzazioni sindacali di categoria, così come si lamenta la mancanza di risorse da destinare al progetto dell’azienda unica che integrando “gomma” e “ferro” può rappresentare lo strumento per uscire da un empasse che vede sempre meno risorse destinate ai territori e il diritto alla mobilità dei cittadini. La Regione Liguria deve decidere una volta per tutte l’apertura di un tavolo di confronto”.

La situazione sta diventando sempre più ingestibile: le aziende non hanno risorse e non investono; si tagliano i chilometri, quindi il servizio (vedi Imperia con circa 1 milione in meno di chilometri dal 1 marzo) e anche i dipendenti (A livello regionale su 4.500 mila dipendenti dal 2011 se ne sono persi circa 250).

Per le ragioni sopra esposte, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugltrasporti, chiedono “agli enti locali e alle aziende regole certe al fine dell’individuazione di un bacino unico regionale per l’affidamento dei servizi di TPL; l’introduzione di efficaci sistemi economici premianti per favorire la costituzione di un’Azienda Unica Regionale di TPL; garantire le risorse necessarie alla sopravvivenza delle cinque Aziende di TPL;la salvaguardia degli attuali livelli di servizio; la garanzia della continuità occupazionale dei dipendenti del settore e il mantenimento dei trattamenti economici e normativi acquisiti contrattualmente sia di 1° che di 2° livello (clausola sociale)”.