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Cronaca

Rapallo, la spazzatura si accumula: fumata nera in Comune, lavoratori Aimeri pronti allo sciopero regionale

Rapallo. Fumata nera per i lavoratori della Aimeri e per gli abitanti di Rapallo alle prese con i cassonetti della spazzatura ormai strabordanti.

“Non è andata come speravamo”, spiega il delegato Cgil, Carmine Lechiara. La riunione convocata stamani in Comune, alla presenza del sindaco di Rapallo, i lavoratori e l’azienda. “Hanno espresso preoccupazione e solidarietà, ma il risultato è che a oggi, ai lavoratori di Rapallo, non è ancora stato accreditato lo stipendio”, continua Lechiara.

Va un po’ meglio per i colleghi di Casarza che dovrebbero veder arrivare lo stipendio tra martedì e mercoledì. “Ma finché non avremo la certezza del pagamento continueremo a garantire solo i servizi minimi”, sottolinea il rappresentante sindacale. Ovvero: raccolta della spazzatura solo in prossimità di luoghi di rilevanza pubblica, come scuole, caserme e ospedali.

L’azienda – oggi era presente una dirigente amministrativa e non il presidente – dal canto suo rimpalla ogni responsabilità rassicurando i lavoratori dell’avvenuto accredito, che però “a noi non risulta”, rimarca Lechiara. Un dato è certo: lavoratori e cittadini sono ormai esasperati. “Non si può andare avanti così”, si dice da una parte e dall’altra. Domani mattina i lavoratori di Rapallo si ritroveranno nuovamente nei cantieri, se niente sarà cambiato è probabile che prenda il via la nuova controffensiva. “Stiamo pensando a uno sciopero regionale per la giornata del 18 marzo, per sensibilizzare ancora di più le amministrazioni e l’azienda”.

Intanto i cittadini testimoniano le condizioni per le strade della città. “Rumenta ne volete?! Rapallo citta pulita!!”, scrive Davide Manco nel gruppo Facebook “Mugugno a Rapallo”, documentando con una foto scattata oggi. Silvia replica: “l’ho vista anche io ieri… sembra Napoli”. “A questo punto, io direi di mandare a casa la ditta che non fà il suo dovere, senza pagare multe da parte della Pubblica Amministrazione, e fare una nuova concessione, che dia più garanzie di quest’ultima..”, suggerisce Pietro.