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Politica

Politiche 2013, Vendola a Genova: “Berlusconi come pancera, dobbiamo reagire alle balle spaziali”

Genova. “Attenti che dopo la quaresima del rigore ci può essere la Pasqua di resurrezione dei populisti” e il “populista per antonomasia, il più capace di mentire e fare danni all’Italia è Silvio Berlusconi”, che “parla come una pancera, aderisce elasticamente all’italietta del basso ventre”.

Così il leader di Sel, Nichi Vendola oggi a Genova nelle ultime settimane di campagna elettorale prima del voto che lo vede in coalizione con il Pd di Bersani, in concorrenza con la Rivoluzione Civile di Ingroia e ben attento a non cadere nell’abbraccio mortale di un’alleanza post elettorale con Mario Monti. E anche se le priorità su cui concentrare l’attenzione mediatica devono essere altre, dato il Paese in declino, Vendola ne ha per tutti, in primis per il “Caimano”.

“Dobbiamo reagire alle balle spaziali, non ha rispetto per il dolore che ha generato – ha detto fuori dal Teatro della Gioventù – sta insultando l’Italia, che lui ha portato in una situazione catastrofica”.

Poi la risposta, a distanza, ad Ingroia che, stamani, sempre a Genova, aveva ribadito come l’unico voto a sinistra fosse quello per Rivoluzione Civile. “Ognuno è libero di esprimersi – ha ribattuto Vendola – il voto a Sel è per sconfiggere Berlusconi, e per consentire al centrosinistra la pienezza della vittoria e la determinazione a portar l’Italia fuori dal pantano”. O per usare un’altra metafora cara al presidente della Puglia “la polizza d’assicurazione per gli elettori di sinistra, perché il cambiamento non sia una bestemmia o una pregheria, ma una vera politica”.

In coda il veleno: su una possibile alleanza tra Ingroia e il centrosinistra “parliamone dopo le elezioni, credo che ci sia un po’ di confusione da quelle parti però non voglio commentare”.

Secondo capitolo in tema di alleanze: il rapporto con Monti. “Non rispondo più – ha detto secco – il problema principale del paese è oscurato: non c’è notizia sulla cassa in deroga per il 2012 e sulle risorse per il 2013 e un’altro problema centrale è il fondo per lo spettacolo decurtato di 20 milioni che riguarda la vita di centinaia di migliaia di lavoratori. Sono state fatte scelte che rischiano di acutizzare la crisi sociale, confrontiamoci su questo”.

E su Bersani “si candidi a diventare presidente del consiglio di un governo di centrosinistra, se imboccheremo la strada della giustizia sociale Sel sarà la garanzia che la legislatura durerà fino alla fine”.

Ma ci sono risposte vendoliane anche per la Liguria, ad esempio la necessità di una “politica industriale che, semplicemente, non c’è”. “Ai tempi di Scajola non esisteva – ha ricordato con ironia – Proprio lui in un momento di sonnambulismo si ritrovò proprietario di un appartamento al Colosseo e smise di fare quello che faceva, cioè nulla”.
Dopo “non c’è stato più nessuno, perché per la destra la politica industriale lo fa il mercato”. Invece per il leader di Sel “è necessario finanziare innovazione, stimolare la crescita della qualità delle produzioni”, ma per far questo “bisogna investire su scuola e università, al collasso dopo otto anni di governo Berlusconi”.

I nodi che il nuovo governo dovrà affrontare subito con “un paese in declino”, sono “il problema degli esodati, della cassa in deroga” poi “dare ossigeno alla scuola togliendolo alle spese militari, agli F35”.

Con Genova, oltre al legame stretto con Don Gallo, Vendola ha in comune l’Ilva. “Serve un tavolo nazionale sull’acciao”, e capire se l’Italia deve continuare a produrlo o diventare importatore. “Mettiamo allo stesso tavolo Genova, Taranto, Novi ligure, Terni e Piombino, ma bisogna avere una politica industriale seria, non si può avere altoforni anti diluviani”. Il leader di Sel sulla questione si è detto fiducioso: comincio a vedere qualche spiraglio – ha aggiunto – il governo ha abbandonato la strada del conflitto tra poteri e invece ha optato per l’altra: costringere l’Ilva a rispettare l’Aia e il governo a trovare ammortizzatori sociali per i segmenti bloccati dalla riqualificazione”.

Infine un commento sulla previsione di Beppe Grillo che vede un ritorno alle urne già in autunno: “c’è chi punta all’ingovernabilità perchè determinerebbe il ritorno nella palude, dove per altro, si trova bene il Caimano – ha concluso riferendosi a Berlusconi – Ma io penso di no, la vendita di erbe miracolose non andrà oltre un certo limite, gli italiani hanno già dato”.