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One Billion Rising, il flash mob di Genova: “Mai più violenza contro le donne”

Genova. Ore 17: centinaia di persone in rosso e nero, i colori di One Billion Rising, proiettato in un gioco di luci sulla facciata del Carlo Felice, hanno invaso Piazza De Ferrari per lanciare al cuore di Genova il messaggio imperativo e liberatorio “Break the chain!”, rompere le catene della violenza contro le donne. La danza unita al canto, è la rivoluzione non più silenziosa delle donne che dicono no alla violenza in tutto il mondo, Genova compresa.

L’idea è nata dalla nota femminista Eve Ensler: trovarsi in piazza, il giorno di san valentino, per dire basta alla violenza sulle donne.

Nel mondo, numeri alla mano, più di un miliardo di donne e bambine vengono violentate, mutilate e uccise. “Ed è per questo che oggi ci ritroviamo qui – spiega Cristiana Ricci – attraverso la danza che è comunque un momento gioioso e liberatorio vogliamo che questa strage indegna di un paese civile finisca”.

Così anche nella riservata Genova, centinaia di donne e uomini di ogni età si sono incontrati e hanno imparato i passi, e si sono dati appuntamento in piazza De Ferrari per il flash mob di One Billion Rising, in concomitanza con il resto del mondo. A seguire le attrici che riportano i “Monologhi della vagina”, e i musicisti del Carlo Felice che suonano nel foyer del teatro.

“Speriamo di sensibilizzare, al massimo, l’attenzione di tutti su un problema sentitissimo in Italia, ma anche nel resto del mondo”, sottolinea Laura Tamiro, di Se Non Ora Quando.

Sulla violenza di genere “non ci sono dati, non possono esserci, è uno dei crimini più nascosti e taciuti in assoluto, per riprovazione sociale, perchè si tende a essere indulgenti con chi è violento con le donne, e perché si colpevolizza in contemporanea la donna che subisce la vilenza in tutti i modi in cui si presenta”. Poi le forze dell’ordine “talvolta quando la violenza si consuma in famiglia, tendono a minimizzare, ma in molti casi quando si arriva all’omicidio, anzi al femminicidio, la vittima e i familiari avevano sollecitato non ascoltati, atti di prevenzione e difesa”.