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Cronaca

Moschea a Genova, Doria: “Ricerca in corso”. Imam: “San Benigno andrebbe più che bene”

Genova. “Non vendo ipotesi che non esistono”. Lagaccio o San Benigno, i due luoghi considerati, al momento, i più papabili per veder sorgere la moschea a Genova, il luogo di culto per la comunità musulmana sotto la Lanterna resta ancora, essenzialmente, una questione aperta, nelle mani del sindaco Doria. “La ricerca è tutt’ora in corso, ma non c’è ancora una vera ipotesi”, ha detto tranchant il primo cittadino a chi gli chiedeva se ci fossero novità su un possibile sito a San Begnino.

La linea di Doria è una: va trovata un’area che risponda a tutti i requisiti, altrimenti si torna all’ipotesi Lagaccio, per cui, del resto, “esiste un percorso avviato dall’ amministrazione precedente”. Ovvero la delibera targata Vincenzi che individuava in via Bartolomeo Bianco l’area più adatta, dopo un percorso a dir poco accidentato e condito da varie crisi di maggioranza.
Una volta subentrata la nuova giunta, che ha ripreso il filo del dialogo con la comunità islamica, da Tursi si è deciso di “verificare aree migliori e meno decentrate, ma – ha scandito Doria – non vendo ipotesi che non esistono”.

E se, come espresso in campagna elettorale, per la comunità islamica “un luogo di culto degno di questo nome, è un dovere di un mondo civile” oltre che “un obiettivo”, per Doria, però, a oggi “esiste solo la volontà di trovare una soluzione in tempi rapidi”. Così mentre in città ciclicamente si torna a parlare di moschea, al Lagaccio, a San Benigno, in porto o nell’ex mercato di corso Sardegna, Doria non si sbilancia né sul luogo né sui tempi: “per la serietà che attribuisco alla questione non amo alimentare delle discussioni prive di fondamento”, ha detto ancora oggi a margine di un convegno sul dialogo interreligioso al Museo del Mare.

La questione moschea, diritto costituzionale a parte, per la comunità islamica ha però anche un valore simbolico”.
“Sarebbe molto importante per le nuove generazioni islamiche nate a Genova riconoscersi cittadini con un luogo di culto, bello pulito e visibile – ha detto l’Imam Salah Husein presente al convegno – La nostra presenza diventerebbe accettata, così come sarebbe motivo di orgoglio poter invitare gli altri a visitare la moschea, un garage non è proprio il massimo”, ha poi sottolineato, ricordando che i luoghi di culto sparsi in città e utilizzati ora dalla comunità sono non adatti e poco sicuri. “Mi auguro, in caso si trovi una soluzione vicino al centro storico, che queste realtà vengano chiuse”, ha spiegato.

Facilmente raggiungibile, in zona centrale, possibilmente vicino al porto e che non dia particolarmente fastidio alla viabilità o alcun disturbo alla città. Sono queste le condizioni auspicate dalla comunità musulmana per la futura moschea. “Ma ovviamente proseguiamo il dialogo – ormai dodecennale – per trovare una soluzione con queste caratteristiche, ci auguriamo, davvero, di trovarla a breve con questa amministrazione”, ha detto Husein.

Sul piatto resta ancora l’ipotesi Lagaccio, “quella ufficialmente presentata alla comunità e accettata”. Ma non è un mistero: “il nostro desiderio è quello di trovare una soluzione migliore”, ha detto l’Imam. In porto, ad esempio, per ricostruire quel legame con la Genova del 1500 che proprio in Darsena aveva già una moschea. Si è parlato anche del mercato del pesce, “auspicabile ma con difficoltà oggettive”. E poi recentemente della zona di San Benigno. “Per noi andrebbe più che bene”, ha commentato l’Imam. Vicina al centro, al porto, in una zona non residenziale e in prossimità del terminal traghetti, “possibile luogo di riposo per i viaggiatori del Nord Africa e risorsa per la città”.

Al momento però “Non abbiamo avuto offerte precise, aspettiamo dell’amministrazione una proposta approfondita dal punto di vista urbanistico e fattibile, altrimenti andiamo avanti all’infinito”, ha concluso Husein.