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Cronaca

Morte Edoardo Sanguineti: chiesta l’archiviazione, non ci sarebbero stati comportamenti medici colposi

Genova. Il sostituto procuratore di Genova ha chiesto l’archiviazione del fascicolo per la morte del poeta Edoardo Sanguineti, morto il 18 maggio 2010 all’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena.

Il poeta morì per arresto cardiocircolatorio mentre lo stavano operando per la rottura di aneurisma dell’aorta addominale. Dagli accertamenti svolti è emerso che non ci sarebbero stati comportamenti medici colposi. Il fascicolo era stato aperto per omicidio colposo a carico di ignoti.

Fu la moglie di Edoardo Sanguineti a chiedere accertamenti dopo la morte del marito. Quando il poeta entrò in ospedale fu registrato come codice giallo mentre per la moglie la situazione del marito, per la sua gravità, doveva essere valutata in codice rosso con priorità assoluta e visita immediata da parte dei medici. L’incarico per compiere
l’autopsia fu affidata dal pm al medico legale Luca Tajana dell’istituto di medicina legale dell’università di Varese mentre la consorte di Sanguineti nominò difensore l’avv. Edmondo Raffaelli di Bergamo e il prof. Marco Setti di Bergamo come consulente di parte.

Il prof. Tajana ha accertato che già al momento dell’ingresso in ospedale Sanguineti aveva in atto la rottura dell’aneurisma addominale con tanto di emorraggia ma che il paziente era cosciente nonostante il dolore e con una buona ossigenazione. Ha quindi giudicato che la situazione clinica era compatibile con il codice giallo. Anche l’ora in cui fu eseguita la visita medica è stata ritenuta coerente con il codice assegnato ed eseguita in tempi rapidi rispetto all’ingresso in ospedale che avvenne alle 8,30 circa.

Dopo ecografia e angiotac il paziente fu sottoposto a intervento chirurgico, valutato corretto da Tajana perchè in una situazione come quella è l’unica possibilità per ottenere qualche chance di sopravvivenza. L’intervento avvenne in condizioni di emergenza ma non fu possibile concluderlo perché Sanguineti morì. Il prof. Tajana ha anche compiuto un accertamento tecnico sul problema dell’eventuale accelerazione della morte in riferimento a eventuali ritardi o omissioni e anche rispetto al codice di triage. Secondo Tajana, data la grave situazione in cui si trovava il paziente, anche l’eventuale assegnazione di un codice rosso non avrebbe interferito sulle modalità e sui tempi della morte di Sanguineti.