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Economia

Lavoro, le aziende genovesi: “Ottimo il servizio ‘Match’, meno brillanti i curricula dei candidati”

Alto gradimento da parte delle aziende genovesi per il servizio ‘Match’ della Provincia di Genova, che fa incontrare offerta e domanda di lavoro mettendo in contatto in modo mirato le aziende che cercano personale con gli iscritti ai centri per l’impiego (disoccupati o persone che desiderano cambiare lavoro): lo rivela una survey realizzata dalla direzione politiche formative e del lavoro della Provincia, secondo la quale oltre il 90% delle 120 aziende che hanno
risposto al questionario (somministrato online) giudicano positivamente tre importanti parametri quali la disponibilità e professionalità degli operatori, i tempi di erogazione del servizio e l’utilità del servizio stesso.

Per quel che riguarda la disponibilità e professionalità degli operatori, infatti, su una scala da 1 a 5 il voto più alto (5) è stato attribuito ben dal 57% dei rispondenti, mentre il 30% ha dato 4 (buono) e il 7% ha dato 3, corrispondente alla sufficienza (totale voti positivi 94%). In merito invece ai tempi di erogazione del servizio, il voto 5 è stato dato dal 46% dei rispondenti, il voto 4 dal 38% e il voto 3 dal 9,5% (totale voti positivi 93,5%).

Totalizza invece il 90,5% di voto positivi l’utilità del servizio, grazie al 48,5% dei
rispondenti che ha dato voto 5, al 32,5% che ha dato voto 4 e al 9,5% che ha dato voto 3.

Inferiore, ma pur sempre alta, (fra l’80 e l’85%) la percentuale di giudizi positivi su altri tre parametri, ovvero adeguatezza dei curricula e delle professionalità delle persone segnalate, adeguatezza del numero di persone segnalate e disponibilità delle stesse.

Su questi parametri è più alto il numero di aziende che hanno dato voto 4 o 3 (buono o sufficiente), rispetto a quelle che hanno espresso il voto massimo (5). In particolare, l’adeguatezza dei curricula e delle professionalità delle persone segnalate ha ottenuto voto 5 solo dal 14% dei rispondenti, mentre il 31% ha dato voto 4 e il 36,5% voto 3 (totale risposte positive 81,5%); l’adeguatezza del numero di persone segnalate da ‘Match’ è stata giudicata ottima (voto 5) dal 17% delle aziende, buona (voto 4) dal 33% e sufficiente dal 30% (totale risposte positive 80%); infine la disponibilità delle persone segnalate da ‘Match’ ha avuto il 12,5% di voti 5, il 37% di voti 4 e il 31,5% di voti 3 (totale voti positivi 81%).

Il settimo e ultimo parametro era generale, ovvero la soddisfazione complessiva del servizio: l’84,5% delle risposte è stato positivo, con un 25% di voti 5, un 40,5% di voti 4 e un 19% di voti 3.

Per quel che riguarda i settori di attività delle aziende che hanno risposto alla survey, il 15% opera nell’industria, lo 0,8% nell’agricoltura, il 5,5% nel turismo, il 31% nel commercio e il 48% nei servizi. I due terzi delle aziende hanno un
numero di dipendenti non superiore a 15, e solo il 14% oltre 50 dipendenti.

Il motivo per cui il gradimento espresso dalle aziende per il servizio ‘Match’ in se stesso è superiore a quello espresso per la professionalità e la disponibilità delle persone segnalate è che il ruolo di mediazione e di selezione svolto della Provincia, pur apprezzato, non può tuttavia garantire a priori una felice conclusione dell’incontro.

Infatti le persone che ‘Match’ segnala alle aziende sono selezionate fra quelle iscritte ai centri per l’impiego ritenute più idonee a un certo impiego, ma poi è l’azienda che deve valutare il singolo candidato e può accadere che nessuno di questi sia giudicato adatto a ottenere l’impiego, oppure che, una volta scelto, lo stesso candidato rifiuti l’offerta per vari motivi.

Questo è dimostrato anche dal fatto che le assunzioni fatte dalle aziende tramite ‘Match’ (dati relativi al biennio 2010-2011) sono state il 6,8% rispetto alle persone segnalate dalla Provincia, ovvero 1.420 su 20.600, mentre se ogni
incontro andasse a buon fine la redemption dovrebbe essere di circa il 15%, considerato che per ogni posizione di lavoro offerta dalle aziende ‘Match’ segnala 6-7 persone.

Il problema è quindi la qualità specifica dei curricula che le aziende ottengono attraverso ‘Match’: emergono infatti carenze nella conoscenza delle lingue e della tecnologia informatica, che dipendono dal livello di preparazione e dalle caratteristiche medie dei lavoratori che ricercano una occupazione tramite i Centri per l’impiego. Rimangono tuttavia elevati i livelli di gradimento anche rispetto ai candidati segnalati: il 74% delle aziende intervistate giudica positivamente i curricula segnalati rispetto all’esperienza professionale pregressa; l’87% giudica positivamente il livello di qualifica/titolo di studio posseduto dai candidati; l’85% delle aziende che avevano posto l’età dei candidati come rilevante rispetto alla preselezione giudica positivamente i
curricula segnalati rispetto a questa variabile; il 62% delle aziende che avevano chiesto particolari competenze linguistiche come variabile della preselezione giudica positivamente i curricula ricevuti in merito alle stesse; infine il 63% delle aziende che avevano chiesto particolari conoscenze informatiche come variabile della preselezione giudica positivamente i curricula ricevuti in merito alle stesse.

“Queste criticità, pur non gravissime – afferma Michele Scarrone, direttore delle politiche formative e del lavoro della Provincia – ci spronano a proseguire nella ormai consolidata attività di sostegno alla formazione dei cittadini che si rivolgono ai Centri per l’impiego attraverso i voucher per la formazione individuale, che non a caso sono in percentuale elevata impiegati proprio nell’area linguistica e in quella delle competenze informatiche: nel periodo 2010-12 i voucher erogati per il rinforzo di queste competenze trasversali rappresentano oltre il 40% del totale”.

Va segnalato come indicatore di una buona fiducia delle aziende in ‘Match’ il fatto che quasi il 20% degli intervistati dichiara che è questo il proprio unico
canale di reclutamento del personale.