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Grinta, cuore e polmoni. Il Genoa formato Ballardini vince ancora, Kucka manda ko l’Udinese

Stadio Luigi Ferraris. Dopo il pareggio di Parma il Genoa torna a giocare a Marassi. L’Udinese l’avversaria imposta dal calendario. Mister Ballardini cambia ancora. Tra i titolari rispuntano i nomi di Bovo e Tozser (Granqvist non è al meglio, Matuzalem è ko), il modulo scelto è ancora il 3-5-1-1. In difesa tocca a Bovo, Portanova e Manfredini. Sulla mediana Rossi, Kucka, Tozser, Vargas e Antonelli. C’è Bertolacci ad agire alle spalle di Borriello.

La Nord è piena, parte dei tifosi è arrivata sugli spalti dopo un breve corteo: vicini al Genoa, sempre e comunque, nella buona e nella cattiva sorte. In tribuna il presidente rossoblù Enrico Preziosi. Striscioni per Milito, l’augurio è quello di una pronta guarigione dopo il brutto infortunio che lo ha messo ko fino al termine della stagione.

Proseguono nel pre-partita le celebrazioni per il compleanno numero 120 del Grifone. Nell’occasione ecco Jankovic e Floro Flores che stringono fra le mani la riproduzione della prima maglia da trasferta del Genoa, roba di cent’anni fa, giusti giusti. L’undici di Ballardini la sfoggerà in occasione della prossima gara lontana da Marassi, in casa del Palermo dell’ex Malesani.

Si comincia dopo il minuto di silenzio dedicato alla memoria di Imbriani, ex calciatore scomparso due giorni fa a soli 37 anni. La partita. Portanova mura una conclusione di Di Natale, il Genoa replica con una bella azione manovrata che frutta solo un angolo.

Tocca a Vargas ma il suo mancino dalla distanza è facile preda di Padelli. I bianconero già al 9’ sono costretti al primo cambio: fuori l’infortunato Lazzari, dentro Badu. Ci riprova Vargas ma questa volta la mira è sbagliata. I friulani cercano il gol con Basta, Frey fa buona guardia.

Ancora Genoa in avanti. Punizione di Bovo, la testa è quella di Kucka: il pallone si spegne sull’esterno della rete bianconera. Manfredini anticipa Di Natale negando agli ospiti la ripartenza, non pago cerca la porta con un bolide dalla distanza che non centra il bersaglio.

Sono i rossoblù a fare la partita. Meraviglioso il destro al volo da fuori area di Kucka che deviato sfiora il palo della porta ospite. Meritava miglior fortuna. Fortuna che strizza l’occhio allo slovacco qualche secondo più avanti. È Tozser a battere l’angolo, Padelli esce a vuoto e il numero 33 di testa la sbatte dentro per l’1-0.

Ci prova Di Natale, Frey para: tutto inutile, il 10 bianconero era in fuorigioco. A salve la conclusione di Bertolacci. Bello ma sterile l’uno-due Di Natale-Pasquale con il tiro di quest’ultimo che si spegne a lato. Di Maicosuel l’ultimo assalto bianconero del primo tempo.

Nella ripresa il copione non cambia. È ancora il Genoa a spingere sull’acceleratore. La punizione di Bovo è troppo debole per impensierire Padelli. Maicosuel cerca un gol alla Messi, cerca di dribblare tutti ma Antonelli gli sradica il pallone dai piedi.

Esce Vargas, a caccia della miglior condizione, per far posto a Moretti. Antonelli si sposta nel ruolo del peruviano (mezz’ala), Moretti agisce sulla fascia mancina. Il numero 13 può tornare a spingere in avanti e al 20’ sfiora il raddoppio di destro.

Borriello semina il panico sulla sinistra e mette in mezzo: Rossi prova a metterci lo zampino, Padelli blocca sulla linea. Guai a distrarsi però, la conclusione di Badu, lasciato libero, finisce fuori di un soffio. Ballardini opta per un altro cambio e butta nella mischia Rigoni, è Bertolacci a fargli spazio. Per l’Udinese entra l’ex rossoblù Merkel, per lui, dagli spalti, piovono solo fischi.

Ancora Tozser da calcio piazzato e ancora la testa di Kucka a svettare più in alto della altre ma questa volta l’Udinese si salva. Tozser si fa maledire dallo stadio e da Ballardini per l’ennesimo pallone perso. Esce Rossi, entra Ferronetti.

Quattro minuti di recupero. Benatia cerca il pareggio di testa ma spedisce la sfera lontano dalla porta difesa da Frey. Ma non è ancora finita. Il tiro cross di Di Natale diventa un assist per Merkel che sbaglia la più facile delle occasioni.

Al triplice fischio lo stadio è tutto per Ballardini. Sotto la sua guida il Grifone è rinato, la salvezza adesso appare una missione alla portata dei rossoblù.