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Cronaca

Genova, la “caporetto” dell’edilizia: gli investimenti calano ai livelli del dopoguerra

Genova. Il livello di investimenti in edilizia ha raggiunto uno dei picchi più bassi degli ultimi 40 anni, “ai livelli del dopoguerra” e i dati tendenziali del 2013 “ci mostrano che sarà ancora un anno molto difficile. Perdiamo capacità produttiva e nel momento in cui ci sarà la ripresa temo non avremo la forza di cavalcarla”. Lo ha detto oggi Federico Garaventa, Presidente Assedil Genova, sottolineando il trend negativo della categoria.

Un calo altissimo degli investimenti nel comparto edile, con un -37% nei lavori pubblici e un -59% nell’edilizia privata; una diminuzione di operai iscritti alla cassa edile di quasi 500 unità (1.500 negli ultimi 4 anni solo a Genova); una riduzione del 3,23% delle imprese iscritte, una flessione delle ore lavorate del 12,7%, una forte crescita della cassa integrazione, circa il 90%, un alto numero di fallimenti, il 20% del totale rilevato nel 2012 dalla Camera di Commercio: sono i numeri allarmante del comparto edilizia a Genova, dai quali emerge una crisi gravissima del settore.

Secondo Assoedilizia, se il 2012 ha avuto questi numeri, il 2013 sarà ancora peggio. Per questo il comparto avanza richieste chiare al nuovo governo. “Il nostro comparto vive solo di domanda interna e quando questa e’ depressa il nostro settore non regge. Inoltremnon si riesce ad avere accesso al credito e questo blocca l’edilizia privata” ha sottolineato Garaventa.

Per il presidente di Assedil, il patto di stabilità ha compresso tutti gli investimenti. “E’ impensabile che un Paese di 60 milioni di persone non investa nel proprio futuro. Se non investiamo in infrastrutture saranno i giovani a pagare il
prezzo più alto”.