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Genova, fabbriche a rischio incidente: accordo tra la Provincia e i vigili del fuoco

Provincia. Carmagnani, Iplom, Superba, Tecnomine, Aesse: sono alcune delle aziende (una dozzina in tutto) che hanno stabilimenti sul territorio genovese classificati come “a rischio di incidente rilevante” e che quindi devono adempiere a una serie di severe prescrizioni per prevenire tali incidenti, o almeno per far sì che un eventuale incidente non abbia conseguenze nefaste sulla popolazione residente nei dintorni.

Ma i doveri non sono in capo soltanto alle aziende: le legge assegna dei compiti importanti anche ai Comuni in cui
queste attività produttive sono ubicate: infatti i P.u.c. (piani urbanistici comunali, i vecchi piani regolatori) devono tener conto della presenza sul territorio di tali insediamenti industriali, e prevedere per esempio che non si possano costruire scuole, asili o altri servizi troppo vicino agli stabilimenti pericolosi.

Al fine di aiutare i comuni a redigere i loro piani urbanistici in modo consono alle prescrizioni di legge in materia di prevenzione del rischio di incidenti, la Provincia di Genova e il comando regionale dei Vigili
hanno costituito un gruppo di lavoro, il cui scopo e il cui funzionamento sono disciplinati da una convenzione (per ora della validità di sei mesi, ma prorogabile) firmata nei giorni scorsi dal commissario straordinario della Provincia Piero Fossati e dal direttore regionale dei Vigili del fuoco Renato Riggio.

Sono due gli ambiti in cui agisce la convenzione: la pianificazione urbanistica (appunto i P.u.c.) e la protezione civile.

Nel primo ambito la Provincia ha già varato nel 2008 una ‘variante’ al P.t.c.p. (piano territoriale di coordinamento provinciale, un documento che detta le linee guida generali per la pianificazione urbanistica dei comuni) che individua le cosiddette ‘aree di osservazione’ circostanti alle aziende a rischio e dà alcune indicazioni ai comuni affinché adottino nei loro piani urbanistici prescrizioni particolari in tali aree di osservazione. Ora si tratta di andare sul campo, insieme ai Vigili del fuoco, per verificare se e come i comuni hanno adempiuto alle prescrizioni della variante.

Per quel che riguarda invece la protezione civile, ovvero gli interventi in caso di incidenti rilevanti, il gruppo di lavoro Provincia-Vigili del Fuoco definirà le tipologie di intervento caso per caso.

Le aziende a ‘rischio di incidente rilevante’ sono a Genova Pegli (Superba, deposito di prodotti chimici e petrolchimici; Carmagnani, stoccaggio di prodotti chimici e petrolchimici; Eni, ex Pra Oil, deposito di oli minerali), a Genova Sestri Ponente (Tecnomine, deposito di esplisivi), nel porto di Genova (Silomar, deposito costiero
di prodotti chimici e petrolchimici; Petrolig, deposito di oli minerali), a Cogoleto (Autogas Nord, deposito di gpl; Getoil, deposito di oli combustibili), a Carasco (Aesse, stabilimento chimico di ossidi di zinco), e infine a Busalla (Iplom, raffineria; Sigemi, deposito di gpl).