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G8 di Genova, vicequestore di polizia a processo per falsa testimonianza: pm chiede due anni, sentenza rinviata all’8 marzo

Genova. E’ stata inaspettatamente rinviata all’8 marzo la lettura della sentenza a carico del dirigente di polizia Luca Cinti, a processo per falsa testimonianza per fatti relativi al G8 di Genova del 2001.

Il giudice monocratico Carla Pastorini, dopo le repliche delle parti, ha infatti richiesto l’acquisizione a processo della sentenza di primo grado a carico di quattro sottoposti di Cinti, condannati in via definitiva per falso e calunnia per l’arresto di due manifestanti spagnoli in piazza Manin il 20 luglio 2001.

Il 20 luglio, poco dopo le 15, il reparto mobile di Bologna, comandato proprio da Cinti, caricò i manifestanti pacifici riuniti in piazza Manin e arrestò due ragazzi spagnoli accusandoli di resistenza. Gli agenti sostennero che i due fossero armati di spranga e molotov, ma un video scagionò i due manifestanti. I quattro poliziotti responsabili dell’arresto (Antonio Cecere, Luciano Berretti, Marco Neri e Simone Volpini), invece, sono stati condannati in via definitiva a 4 anni di reclusione e 5 anni di interdizione dai pubblici uffici  e sono attualmente sospesi dal servizio.

Nell’ambito del processo di primo grado contro i quattro, Cinti (che era il loro superiore) testimoniò in aula di aver visto il momento dell’arresto aggiungendo che uno dei due arrestati aveva in mano una spranga. Di fronte alla visione del filmato, che mostrava invece i due spagnoli assolutamente disarmati e inermi di fronte all’arresto, Cinti disse anche che non era certo che si trattasse proprio dei due spagnoli arrestati.

Il 9 gennaio di quest’anno, interrogato in aula nel processo a suo carico dal pubblico ministero Francesco Cardona Albini e dagli avvocati di parte civile Emanuele Tambuscio e Laura Tartarini, Cinti ha invece sostenuto che gli spagnoli siano stati arrestati per sbaglio da qualcun altro, mentre i veri responsabili dei disordini sarebbero rilasciati per errore dalla Questura. “Non abbiamo arrestato i due spagnoli, probabilmente in Questura è stato fatto qualche pasticcio”.

In pratica Cinti ha sostenuto che i suoi uomini hanno arrestato due persone di cui una armata di spranga, ma che non si tratterebbe dei due spagnoli. Peccato però che i due giovani siano stati gli unici arrestati in piazza Manin in tutta la giornata del 20 luglio.

Tesi considerata “surreale” questa mattina sia dal pubblico ministero che dagli avvocati di parte civile, ma ribadita ancora una volta oggi in aula dal legale di Cinti, che ha anche sostenuto che, di fatto, il suo cliente avrebbe fatto nel processo di primo grado contro i suoi sottoposti, una testimonianza “scomoda ma favorevole ai due spagnoli”.

Nelle controrepliche il pubblico ministero, che ha chiesto per Cinti due anni di reclusione, ha definito “assurda” tale affermazione,  visto che “in primo grado, proprio anche grazie alla ricostruzione di Cinti che aveva messo l’accento su una grande confusione sia in piazza che nella fase degli arresti,  il Tribunale decise di assolvere i quattro del reparto mobile”. Di diverso parere sono state invece la Corte di appello di  Genova e la Cassazione.