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Cronaca

Fnac, sono iniziate le chiusure. Sel: “Bisogna tutelare lavoro e combattere speculazioni”

Genova. Nel corso degli ultimi mesi, in Italia, 300 dei 600 lavoratori Fnac sono stati messi in cassa integrazione e il gruppo ha iniziato a chiudere i negozi in gran parte del paese. Oggi a Genova i candidati di Sinistra Ecologia Libertà hanno incontrato i rappresentanti dei lavoratori della sede di via XX Settembre.

Claudio Fava, Stefano Quaranta, Carla Nattero e Angelo Chiaramonte hanno partecipato all’incontro con le sigle sindacali e si sono informati sulla situazione dell’azienda e sul caso genovese.
“Di fatto oggi Fnac Italia è un’azienda in liquidazione. – racconta Maurizio Fiore della Filcams CGIL – Orlando Management, fondo di investimento con sede in Lussemburgo, ha acquisito il gruppo e sta provvedendo alla sua liquidazione: una azione radicale che prevede oltre trecento esuberi e la chiusura di molti punti vendita nei centri commerciali e nei centri storici. Un vero dramma sociale per un gran numero di giovani lavoratori. Il nostro primo obiettivo oggi è arrivare a un accordo sulla cassa integrazione e sui vari territori dare una speranza ai lavoratori”.

La situazione del punto vendita genovese è ulteriormente complessa a causa dell’alluvione dello scorso anno che ha reso inagibile il piano -1 aprendo varie vertenze sull’affitto dei locali. “Dopo l’alluvione il risarcimento per i danni è stato minimo e non capiamo perché. Basti pensare che ancora oggi l’energia arriva da un gruppo elettrogeno in un container posizionato all’esterno dei locali. Pensiamo che l’alluvione possa essere usata come ulteriore giustificazione a un progetto di chiusura già deciso da tempo”, ha sottolineato il sindacalista.

Al momento tutti i 58 dipendenti genovesi sono in cassa integrazione in deroga a rotazione.
“La sensazione è che da parte dell’azienda ci sia poca propensione a parlare con i lavoratori – ha commentato l’esponente Claudio Fava – Ho parlato con l’assessore Francesco Oddone, he mi ha confermato il suo impegno”.

Orlando management ha riferimenti in Lussemburgo e Svizzera e rende difficile il dialogo anche con gli enti locali. “L’idea è che ci sia una certa spregiudicatezza in questo fondo di investimento nel cercare di speculare su aziende in sofferenza. Noi dobbiamo far sentire, anche con una certa pesantezza, la vigilanza da parte delle istituzioni su queste operazioni: bisogna tutelare il lavoro e combattere le speculazioni”.

“Il fatto che quella zona sia a rischio di alluvioni è grave – ha aggiunto il candidato al Senato, Stefano Quaranta – Penso che a partire da questa necessità la politica a tutti i livelli debba impegnarsi a dare risposte”.

“Dobbiamo intervenire presso le camere di commercio perché gli affitti per gli esercizi commerciali nei centri storici. – ha spiegato poi l’altra candidata alla Camera, Carla Nattero – se non interveniamo i centri storici si troveranno svuotati, sia di esercizi commerciali che del residenziale. Assistiamo a una invasione di case da gioco e sale bingo, unici esercizi che sembrano reggere il costo degli affitti, e a un conseguente impoverimento del tessuto urbano”.

L’impegno di Sel è “rimanere in contatto – ha concluso Stefano Quaranta – nel frattempo cerchiamo di tenere viva l’attenzione, anche della stampa, su questa vicenda che riguarda non solo i lavoratori ma tutta la città. Speriamo che i media si occupino tutti i giorni di queste vertenze e queste situazioni”.