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Ex ospedale di Quarto, Pellerano: “Regione Liguria condannata per non aver valutato le conseguenze della vendita sui pazienti”

Genova. “Il Tribunale di Genova è stato lapidario: nella vendita di Quarto la Regione non ha tenuto conto delle conseguenze sul diritto alla salute dei pazienti”. Così Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti, commenta la sentenza di condanna emessa il 14 febbraio 2013 dal Tribunale di Genova nei confronti della Regione Liguria che dovrà pagare le spese legali ai familiari di alcuni pazienti di Quarto che si erano opposti al trasferimento dalle strutture della Asl, ospitate nell’ex-manicomio.

“È una sentenza che rende giustizia ai pazienti e alle famiglie e mette nero su bianco le responsabilità della Regione, che ha costretto la Asl a prendere decisioni improvvisate e sbagliate. Come Lista Biasotti siamo stati i primi a denunciare la mancanza di progettualità e di chiarezza su questa vicenda, a partire dal dicembre 2011 quando la maggioranza di centro sinistra in Consiglio Regionale ha votato la vendita da Regione ad Arte di ciò che restava dell’area di Quarto. Grazie all’impegno di tanti (Comune, Municipio, associazioni e opinione pubblica) la Regione ha fatto, giustamente, marcia indietro su molte decisioni, salvaguardando la funzione di Quarto e molti servizi destinati al trasferimento. Ora anche il Tribunale di Genova ha stabilito che la Regione avrebbe dovuto svolgere una valutazione più attenta. E, guardando avanti, è proprio di una valutazione attenta che c’è bisogno in un’altra vicenda legata alla psichiatria: quella dell’imminente chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari”.

“Una legge nazionale del febbraio 2012 – spiega Pellerano – ha deciso l’abolizione definitiva degli Opg. Ora tocca alle Regioni, attraverso le Asl, farsi carico delle persone finora internate in questi ospedali-carcere, garantendo un corretto equilibrio fra le misure sanitarie e le esigenze di sicurezza. Proprio per ottenere chiarezza e certezza sull’impegno della Giunta in questo trasferimento così delicato, ho presentato un’interrogazione urgente all’assessore alla Sanità Montaldo. La dismissione degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, gli ex manicomi criminali, prevede l’organizzazione di strutture residenziali non ospedaliere di piccole dimensioni, dove i pazienti saranno seguiti da personale sanitario, anche puntando al reinserimento sociale”.

“Le persone che non sono più pericolose saranno prese in carico dai Dipartimenti di Salute Mentale. In Liguria non esistono ospedali giudiziari e i detenuti liguri ora si trovano nella struttura di Montelupo Fiorentino, ma a partire dal 31 marzo 2013 le Regioni devono accogliere nelle nuove strutture i propri pazienti attualmente internati. A livello nazionale, sono state stanziate somme sia per i progetti terapeutici finalizzati al recupero sociale, sia per realizzare o riadattare strutture ad hoc, nonché per la sicurezza. A questo punto vorrei sapere se e come la Giunta si stia occupando della realizzazione di queste strutture, quanti soldi sono stati destinati alla Liguria, se la Regione si stia adoperando per la presa in carico dei pazienti, per la sicurezza e per il rispetto del percorso umano e riabilitativo dei pazienti”.

“All’assessore Montaldo – incalza il consigliere regionale della Lista Biasotti – chiedo velocità e trasparenza nell’adempimento di questi obblighi, per non penalizzare ancora persone che rischiano sempre il peso di una “pena” ben superiore a quella inflittagli per legge. Purtroppo le esperienze degli ultimi anni in materia di psichiatria non lasciano ben sperare, basti pensare alla vicenda di Quarto, ma anche ai milioni di euro che la Regione ha speso a Pratozanino per tenere i pazienti per anni nei container”.