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Cronaca

Escalation di violenza nel centro storico, il Comitato Prè-Gramsci scrive al Questore: “Paura tra i cittadini”

Genova. Cresce la preoccupazione degli abitanti del centro storico di Genova, tanto che il Comitato Prè-Gramsci ha deciso di scrivere al Questore.

“La scorsa settimana un tentato omicidio di uno straniero ad opera di un altrostraniero in Via Prè, venerdì sera l’omicidio di uno straniero ad opera di altri due stranieri. Questi fatti hanno portato tensione tra i cittadini di Prè, proprio perché troppe volte coinvolti in violenze provocate in particolare da stranieri – scrive Marco Ravera, del Comitato, nelle lettera al Questore – Sicuramente, dopo queste due righe, il solito benpensante ci taccerà di razzismo, xenofobia, ecc. La realtà, è semplicemente che il degrado della nostra città sta crescendo a livelli che hanno superato il limite di guardia, proprio come successo tempo addietro nel nostro Quartiere, con fenomeni violenti che non vogliamo più subire”.

La lettera poi prosegue. “I residenti di Prè, hanno ben presente il Suo impegno che, negli ultimi mesi, ha riportato speranza nei cittadini. Nella primavera del 2011, il nostro quartiere era divenuto un campo di battaglia dove, accanto alle risse tra ecuadoriani ubriachi in prevalenza concentrati in Piazza della Commenda, si aggiungevano fenomeni delinquenziali gravissimi legati alla presenza di nordafricani dediti prevalentemente allo spaccio di stupefacenti. Da non dimenticare, anche se a qualcuno sfugge, la presenza nel nostro quartiere, della comunità senegalese, dedita in buona parte al mercato della contraffazione”.

Qui la spiegazione una spiegazione dettagliata. “L’occupazione e presidio del territorio da parte di persone (anche se residenti in altre parti della città), la trasformazione degli appartamenti in magazzini e laboratori, l’utilizzo della strada per il bivacco a base di alcool accanto allo spaccio, ha portato a risse e violenze culminate con fenomeni particolarmente violenti anche nelle ore diurne. A settembre del 2011, il contatto tra gruppi di sudamericani e nordafricani, in Piazza della Commenda, provocava una rissa con le due fazioni che si affrontavano con coltelli e cocci di bottiglie. Alcuni dei residenti hanno subito violenze in diversi episodi, e la presenza dei cosiddetti ‘rifugiati di Lampedusa’, aveva fatto impennare scippi, violenze e minacce varie”.

Il comitato precisa che negli ultimi mesi, molto è stato fatto. “Grazie al Suo impegno, le FFO stanno combattendo duramente il mercato della contraffazione; stanno procedendo a controlli negli esercizi commerciali rilevando anche la presenza di pregiudicati. Ancor oggi (3 febbraio), nel primo pomeriggio, la Polizia era all’opera in Piazza della Commenda – prosegue Ravera – Purtroppo, a mio avviso, il problema continua a risiedere nell’occupazione del territorio da parte dei delinquenti. Infatti, se la percezione dei residenti è migliorata, è proprio per la minore presenza ai lati della Via e nei vicoli trasversali di persone ‘poco raccomandabili’”.

“Fino ad un anno fa, la via era occupata, senza soluzione di continuità, da vedette dello spaccio, pali ai portoni dei palazzi utilizzati come magazzini e laboratori, ubriachi e molesti sull’uscio di market e rivendite di alcool travestiti da locali di vicinato. Oggi il degrado si raccoglie in prossimità di alcuni luoghi ben definiti. Questo grazie al lavoro svolto dalle FFO che hanno impedito l’occupazione completa del territorio da parte dei delinquenti. Ma il pericolo di una nuova diffusione a macchia d’olio, è legata alla permanenza di questi luoghi di aggregazione tollerati dai gestori dei locali che nulla fanno per impedire che i propri esercizi siano utilizzati come base da spacciatori o ubriachi e balordi, ma anzi sfruttando questo tipo di clientela che garantisce guadagno sicuro”.

Oggi vige in parte del Quartiere l’ordinanza anti-alcool. “Strumento indubbiamente fondamentale per impedire il dilagare del bivacco lungo la via ma la mancanza dei controlli e del presidio in Piazza della Commenda vanifica il provvedimento. Infatti, aver eliminato il presidio fisso in Piazza della Commenda, ha per così dire sollevato la Polizia Municipale, la cui presenza si è sempre più diradata soprattutto nelle ore pomeridiane e serali – prosegue la lettera – Dal pomeriggio alla sera, torniamo a rilevare persone sedute sotto i portici della Chiesa di San Giovanni di Prè, sulla Piazza e ricoverati sotto i ponteggi di un cantiere (la cui regolarità ci lascia per così dire perplessi, poichè i ponteggi servono semplicemente per alloggiare i cartelli pubblicitari) con tazzine del bar Arsenale, cartoni di vino, bottiglie di birra, addirittura bottiglie di superalcolici, proprio perché i ‘negozi” le offrono a prezzi stracciati”.

“Certamente ben sappiamo che questi aspetti dovrebbero essere affrontati dalla Polizia Muncipale che però, da quando è stato eliminato il presidio fisso ha pensato bene di eliminare anche il presidio ‘mobile’. Il risultato di questi comportamenti sono le molestie ai passanti e la presenza di cocci di vetro abbandonati sul selciato.Altro punto critico è riconducibile al crocevia tra Via di Prè, Piazza Sant’Elena, Vico San Cristoforo”.

Secondo il comitato, la presenza di locali che aggregano spacciatori e ricettatori, portano grandi disagi agli altri commercianti, che a volte arrivano addirittura alla chiusura dei loro locali. “Gli altri negozianti nelle vicinanze, devono subire la presenza di questi soggetti ed in passato questa situazione ha provocato anche la chiusura del ristorante messicano ‘Mamacita’ che richiamava clienti da tutta Genova e forniva un buon servizio al Quartiere”.

“Per questi motivi la preghiamo di intervenire in aiuto dei residenti del Quartiere, limitando il danno che i gestori di queste attività continuano imperterriti ad arrecare al nostro Quartiere rendendoci impossibile la vita. La prego infatti di non sottovalutare il rischio per le nostre famiglie derivanti dalla presenza di luoghi di aggregazione per delinquenti e balordi. Abbiamo paura che qualcuno di noi possa rimanere ancora una volta coinvolto in fenomeni di violenza come successo in passato”.

“La preghiamo di chiudere questi locali o per lo meno di limitarne l’apertura. E’ indispensabile togliere ogni supporto logistico sul territorio alla criminalità e inoltre Le chiediamo di provvedere all’espulsione di ogni indesiderabile che ciclicamente ‘scompare’ per poi tornare ad impestare le nostre strada”, conclude Ravera.